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Gestire scientificamente un’azienda: il “Cruscotto di controllo” di Simone Brancozzi (Videointervista)

IMPRESE - Intervista al professor Simone Brancozzi, commercialista e pubblicista de Il Sole 24 Ore. Un approfondimento sul “Cruscotto di controlloⓇ”, sua ideazione introdotta nel 2007 prodotta ed implementata a Fermo e Grottazzolina
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Ai microfoni di Radio Fm1 il prof. Simone Brancozzi

 

Ecco una sintesi del video allegato a cui si rimanda la visione dell’intervista.

 

Come gestire al meglio la propria impresa? Come resistere a situazioni di crisi? Come intuire le esigenze della propria clientela? Per rispondere a queste e tanti altri quesiti riguardo i profili aziendali, Simone Brancozzi, dottore commercialista e pubblicista de “Il Sole 24 Ore”, intervenuto questa mattina ai microfoni di “Radio Fm1”, ha ideato il Cruscotto di controllo (https://www.cruscottodicontrollo.it/) per consentire una gestione aziendale basata su strumenti scientifici e monitorare costantemente l’andamento dell’impresa.

 

Introdotto nel 2007, è diventato il “Pyramidion” del Network Consulenti Aziendali (https://consulentiaziendaliditalia.it/). «Ad oggi lo utilizzano circa 700 professionisti del settore e condividono con me queste ricerche – ha spiegato – sostanzialmente serve per sapere cosa è accaduto e cosa sta accadendo all’interno dell’azienda senza aspettare le risultanze del bilancio. Questo permette alle aziende di organizzarsi dal punto di vista organizzativo, amministrativo e contabile, così come previsto dalla nuova normativa sulla crisi d’impresa in particolare dall’art. 2086, comma 2.

 

In tale modo si possono correggere in tempo reale alcune disfunzioni nel modus operandi prima che gli effetti negativi vadano in bilancio grazie ad alcuni indicatori (KPI – Key Performance Indicator) qualitativi e non di bilancio che misurano le azioni che si stanno compiendo e che poi produrranno effetti sul bilancio. Il Cruscotto di controllo è uno strumento semplice, economico, immediato ed efficace. Oggi in Italia è il primo e unico software cloud basato sulla Balanced Scorecard che permette di rispettare la nuova riforma della crisi ed è un prodotto realizzato interamente nel fermano che di fatto pone il nostro territorio al centro di questa tematica che oggi in Italia, data la rilevanza mediatica, sta destando molto interessa fra gli operatori del settore, soprattutto commercialisti».

 

ASCOLTA L’INTERVISTA:

 

 

Uno dei parametri fondamentali del Cruscotto (il Cruscotto di Controllo è basato sugli studi dei professori di Harvard Robert Kaplan e David Norton che nel 1992 idearono la Balanced Scorecard: il Cruscotto di Controllo è una piccola balanced scorecard) è basato sulla misurazione e il miglioramento della soddisfazione della clientela. Jeff Bezos ha affermato “In Amazon c’è un’ossessione per il cliente”. Questo è uno dei segreti fondamentali per il successo della propria azienda. Il cliente è insoddisfatto per natura, quindi, motiva l’imprenditore ad evolvere e mutare costantemente. Di fatto è il miglior consulente possibile e non costa nulla».

 

Ma dov’è poi il limite tra la critica costruttiva e la semplice polemica? «Bisogna partire dal presupposto che il cliente va ascoltato per crescere e per costruire, migliorare, sperimentare nuovi prodotti e servizi, nuove performance, per migliorare la sua soddisfazione. Se accade ciò ci saranno le condizioni per aumentare i prezzi,  di conseguenza anche i ricavi e quindi con un maggior beneficio per l’azienda. Ma per poter fare questo in azienda occorrono delle componenti qualitative che il bilancio non misura quali il clima aziendale, la formazione, l’innovazione, etc.  ciò che si deve fare è aumentare la cultura dell’imprenditore. Ci dovrebbero essere dei veicoli per educare l’imprenditore alla cultura aziendale. In primis dovrebbero essere lo Stato, le associazioni di categoria, le banche ed i professionisti. Siamo in un’epoca in cui i cambiamenti sono molto rapidi e frequenti quindi è quanto mai opportuno coglierli ed essere abili a conformare i prodotti e servizi alle nuove situazioni. Per questo è importante evitare l’errore di programmare il futuro su dati obsoleti. In termini economici, il passato va dimenticato per ricalibrare la direzione su ipotetici scenari futuri; il bilancio è basato tutto su dati passati, morti, che non hanno più capacità di far capire come andrà il futuro».

 

Per avvicinarsi a questi nuovi metodi è importante rivolgersi al proprio consulente in modo da essere informati sulla nuova riforma della crisi e sugli obblighi gestori imposti dall’art. 2086, comma 2, che qualora non fossero rispettati, comportano dal 15 luglio 2022 la responsabilità solidale e illimitata per gli amministratori, revisori e in parte anche per i commercialisti, rispetto ai debiti contratti dalla società. Tramite la suite del Cruscotto di Controllo è possibile fare una pre-analisi circa il rispetto o meno di questi obblighi da parte della società.

 

Per avere un’informazione gratuita su tutte queste tematiche, compresi i più elementari principi di cultura aziendale, è possibile registrarsi al sito  https://azivideo.it/, unico sito in Italia con oltre 200 ore di pillole formative gratuite oppure iscriversi ai podcast Spotify e Apple.

 

Una digressione ha riguardato anche il panorama economico attuale. Un momento indubbiamente di grande difficoltà in cui si respira un’aria di incertezza per il prossimo futuro. «Intanto l’impresa fai da te è tramontata per legge – puntualizza il professore – la Comunità Europea ha imposto agli stati membri di uniformare la normativa sulla crisi d’impresa. La prima direttiva tutela l’imprenditore che ha decretato il fallimento. Questo non inciderà più sulla sua carriera come è accaduto sino ad oggi. Dal 15 luglio le procedure di fallimento sono state sostituite dalla liquidazione giudiziale. Inoltre, l’imprenditore deve essere adeguato dal punto di vista organizzativo, amministrativo e contabile. Cosa significa questo? È specificato nel comma 3, lettera C, della riforma approvata il 15 luglio. Rispondendo alle 61 domande di una checklist ad hoc, tutte di ordine qualitativo e non riferite al bilancio, è possibile capire se si è adeguati alle gestione aziendale. Il bilancio non è l’unica variabile per capire se una ditta è sana, è opportuno analizzare anche il clima al suo interno, la soddisfazione della clientela, l’innovazione e la formazione. Queste ne determinano il successo. Il bilancio è solo una risultante di questi fattori».

 

Per guardare l’intervista integrale del professor Brancozzi cliccare qui

 

(articolo pubbliredazionale)


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