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Elezioni: il Piceno fa il pieno di parlamentari, massima fiducia ai figli della propria terra: sarà ricompensato?

ELEZIONI - Dei 15 marchigiani entrati tra Montecitorio e Palazzo Madama, ben 6 sono della provincia di Ascoli, più una anche se eletta in Abruzzo. Merito della considerazione di cui godono i nuovi deputati e senatori, capaci anche di affermarsi all’interno delle segreterie nazionali dei partiti, che li ha scelti per farsi breccia nel nostro territorio
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In alto da sinistra, in senso orario: Lucia Albano, Giorgia Latini, Giorgio Fede, Roberto Cataldi, Guido Castelli, Augusto Curti

 

di Maria Nerina Galiè

 

Il Piceno ha fatto il pieno di parlamentari: dei 15 seggi assegnati ai rappresentanti delle Marche, ben 5 sono figli di Ascoli e provincia. E non è stato escluso nessun territorio, tra capoluogo, costa e montagna: ci sono tutti.

 

In realtà sono 7 i nomi usciti dalla terra picena, se contiamo anche le ascolane che hanno corso per la Camera da fuori provincia o regione. Giorgia Latini (ascolana, uninominale per la Lega) si è affermata a Macerata, dove ha incassato il 49,04%, pari a 86.212 preferenze, eletta alla Camera.

 

Rachele Silvestri (proporzionale Fratelli d’Italia) è stata confermata deputato, da candidata nel collegio L’Aquila Teramo, nel vicino Abruzzo.

 

Premiati dalle urne di casa propria, ma non solo, il neo senatore Guido Castelli (ascolano, proporzionale Fratelli d’Italia per le Marche)

 

Roberto Cataldi (ascolano, uninominale M5S) con il 13,95% e 48.194 preferenze si aggiudica uno scranno al Senato, dopo la precedente esperienza alla Camera.

 

Giorgio Fede (sambenedettese, uninominale M5S) con il 15,08% e 28.738 voti si assicura il posto di deputato della Repubblica.

 

Confermata anche Lucia Albano (sambenedettese, proporzionale Fratelli d’Italia) eletta alla Camera.

 

Un esordio per certi versi inatteso, visto lo scarso risultato del partito che rappresenta, per Augusto Curti (di Force, proporzionale Partito Democratico) anche lui eletto alla Camera.

 

Un bel bottino, frutto certamente della volontà degli elettori come della stima e del rispetto di cui godono i neo parlamentari. Ma vi si può leggere anche una maggiore considerazione, del Piceno e dei suoi figli, da parte delle segreterie nazionali dei partiti, che hanno scelto quei nomi e quei volti per farsi breccia sul territorio, affermandosi.

 

Una sorta di riscatto, per una provincia da molti citata (e considerata) la “cenerentola delle Marche”, alle prese con problemi vecchi – terremoto – a cui non hanno fatto sconti la pandemia ed ora, la crisi economica. Tante le criticità da affrontare e tante pure le promesse di chi, fino a pochissimi giorni fa, era a caccia di voti. Tra un po’ il Piceno che ha dato fiducia ai suoi concittadini sarà a chiedere il conto.


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