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Fratelli d’Italia si chiama fuori dalla crisi di maggioranza: «E’ un gioco al massacro, non ci riguarda»

SAN BENEDETTO - I meloniani criticano aspramente l'attuale Amministrazione per l'immobilismo causato dalla crisi di maggioranza. Il gruppo non ha nessuna intenzione di fare da stampella alla squadra di governo
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I consiglieri Nicolò Bagalini e Andrea Traini, gli ex assessori Pierfrancesco Troli e Pierluigi Tassotti e il coordinatore Luigi Cava

 

di Giuseppe Di Marco

 

No, non sarà un’avventura. Non tra questa maggioranza Fratelli d’Italia, che all’indomani del clamoroso successo alle elezioni politiche si defila dal conflitto che sta vivendo Antonio Spazzafumo e la sua coalizione. I meloniani annunciano che, con tutta probabilità, non avranno parte in causa nel loro futuro amministrativo.

 

Ma le cose stanno veramente così? I membri del partito, d’altronde, non attaccano mai apertamente il primo cittadino, e piuttosto preferiscono deplorare lo stato in cui versa il civico 124 di Viale De Gasperi, lo stallo politico, che potrebbe trasformarsi in amministrativo. L’ombra dell’accordo per un futuro appoggio alle elezioni rimane lì dov’è.

 

Per il momento, comunque, FdI si proclama mero spettatore degli eventi. «Chiediamo all’Amministrazione di non coinvolgere l’opposizione nelle beghe interne della maggioranza – afferma il coordinatore locale Luigi CavaStasera ci riuniremo con il resto della coalizione per decidere il da farsi, ma con tutta probabilità ci tireremo fuori da questo gioco al massacro. Un altro conto è parlare di incontri, che ci sono sempre stati e sono normali. Quello che ci preme dire è che intendiamo estraniarci dalla rissa della maggioranza».

 

La partita è entrata nel vivo, ma si preferisce giocare ancora a carte coperte. Tranne, ovviamente, se si parla dei risultati finora ottenuti dall’attuale squadra di governo. «A distanza di un anno – continua Cava – obiettivi come il lungomare, il Ballarin e la piscina comunale sono rimasti tutti inevasi. Se andiamo a guardare con attenzione, parliamo di opere finanziate da noi, ma che non sono ancora state terminate. Siamo preoccupati per la paralisi in cui versa la città».

 

A rincarare la dose è il capogruppo in Consiglio Andrea Traini, che parla di «immobilismo causato da beghe interne» mentre l’ex assessore Pierfrancesco Troli esulta per il successo ottenuto il 25 settembre alle urne: «La città – ha asserito il meloniano – si è riconosciuta in Fratelli d’Italia e il risultato, un crescendo di successi, è sotto gli occhi di tutti».


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