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Tra “I Teatri del Sacro” e il convegno diocesano, Ascoli fa doppietta con cultura e spiritualità

ASCOLI - Doppio appuntamento nel prossimo fine settimana sotto le cento torri. L’anteprima del festival che tornerà in città a giugno 2023 farà tappa per la prima volta ad Arquata. In occasione dell’apertura dell’anno pastorale, membri del clero, religiosi e fedeli si incontrano per ascoltare, riflettere e progettare il futuro
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di Federico Ameli

 

Sarà un fine settimana all’insegna di cultura e spiritualità quello di venerdì 7, sabato 8 e domenica 9 ottobre, che per l’occasione vedrà Ascoli al centro di due appuntamenti chiave della programmazione culturale e diocesana locale.

Donatella Ferretti, Marco Fioravanti, monsignor Gianpiero Palmieri, Roberto Paoletti e don Giampiero Cinelli in conferenza stampa, con Fabrizio Fiaschini in collegamento

 

Il prossimo weekend, infatti, vedrà il ritorno in città de “I Teatri del Sacro”, il festival biennale dedicato ai temi della spiritualità che per la prima volta, oltre che sotto le cento torri, farà tappa anche ad Arquata per un’anteprima dell’edizione 2023, in programma nel prossimo giugno.

 

Nelle medesime giornate, in contemporanea con gli eventi del festival, il Cinema Piceno ospiterà invece il Convegno diocesano di preparazione all’anno pastorale 2022-2023.

 

IL CONVEGNO DIOCESANO – «Una felice coincidenza» la definisce monsignor Gianpiero Palmieri, vescovo della Diocesi di Ascoli, durante la conferenza stampa di presentazione del doppio appuntamento.

 

«Un’iniziativa dedicata alla spiritualità coincide con l’evento di apertura dell’anno pastorale – prosegue il vescovo – le cui parole chiave saranno “ascolto” e “discernimento”, inteso in chiave spirituale, per comprendere al meglio la chiamata di Dio.

 

L’evento ecclesiale riveste grande importanza per la nostra comunità: i contributi arrivati dalle parrocchie sono stati importanti, ma anche lucidi e sinceri. In questi due giorni presenteremo una sintesi dei contributi offerto dalle nostre comunità, toccando da vicino le difficoltà che le nostre parrocchie sono costrette ad affrontare.

 

Prevediamo una prima fase di esercitazioni all’ascolto attivo, che a dispetto di quanto comunemente si pensi richiede un gran lavoro di ascesi su sé stessi, da cui emergeranno tanti elementi di riflessione utili al processo di conversione a cui Papa Francesco ci chiama sempre: attraverso l’ascolto di tutti, il Signore ci invita alla conversione. Per questo motivo, creeremo spazi di ascolto a scuola attraverso gli insegnanti di religione, ma anche all’università, nelle famiglie, nel mondo del lavoro e negli ambienti istituzionali e delle Forze dell’ordine».

 

L’avvio dei lavori, a cui potranno prendere parte i membri del clero ascolano, le religiose, i fedeli delle parrocchie e gli operatori pastorali, ma anche insegnanti di religione e rappresentanti delle associazioni, dei movimenti e dei cammini ecclesiali, è previsto per le 16 di sabato 8 ottobre, mentre il giorno successivo verranno presentati i tre cantieri “di Betania”, dedicati all’ascolto, alla formazione di laici e operatori pastorali e alla rivisitazione della struttura parrocchiale, ai quali si affiancherà un quarto cantiere individuato autonomamente da ogni diocesi.

 

Poi, alle 18, è in programma la Santa Messa in Cattedrale per la solennità della Madonna delle Grazie, con una processione che terminerà simbolicamente al teatro romano. «Dove un tempo, attraverso la rappresentazione teatrale, si metteva in scena la vita» ricorda il vescovo Palmieri.

 

I TEATRI DEL SACRO – «Torna ad Ascoli la grande avventura dello spirito»: questo il claim scelto per “Segnali dal futuro”, l’anteprima de “I Teatri del Sacro” che, dopo il debutto più che positivo con Matrioska al teatro Filarmonici nel pomeriggio di domenica 2 ottobre si appresta a mettere in scena sette spettacoli a ingresso gratuito e un cortometraggio tra Ascoli e Arquata.

«È sempre un’occasione speciale essere ad Ascoli – dichiara Fabrizio Fiaschini, direttore artistico dei Teatri del Sacro -. Dal 2017 si è stretta un’alleanza molto forte con la città e la Diocesi, non solo dal punto di vista artistico. L’arte è un eccezionale strumento di coesione sociale e promozione culturale: il sistema delle arti funziona quando non si limita solo a un’eccellenza estetica, creando al tempo stesso legami saldi e duraturi.

 

Ringrazio il Comune, la Diocesi e le associazioni che ci hanno sostenuto in questo percorso, come La casa di Asterione, Minimo Teatro e Arquata Potest, un gruppo di giovani che crede fermamente che Arquata possa tornare a vivere come un tempo.

 

Si tratta di un’anteprima, per quanto ricca, perché nel 2023, a giugno, vorremmo riproporre un’edizione di rilancio. Dato che per un po’, a causa dell’emergenza sanitaria, siamo stati assenti dalla città, abbiamo pensato di anticipare proponendo una piccola rassegna di spettacoli che debutteranno ad Ascoli nel prossimo weekend e che hanno segnato i primi anni di festival, tra 2008 e 2009, presentandoli per la prima volta in città».

 

Il programma entrerà nel vivo venerdì 7 ottobre, quando alle 18 il cinema Piceno sarà protagonista della proiezione di “U figghiu” di Saverio Tavano, tratto dall’omonimo spettacolo vincitore del Festival nel 2019. Poi, alle 21, a San Pietro In Castello andrà in scena “In nome della madre”, un intenso monologo ispirato al celebre testo di Erri De Luca.

 

Dopo lo straordinario successo de “L’Acquasantissima”, torna ad Ascoli Fabrizio Pugliese, interprete e autore di “Per obbedienza”, spettacolo commovente e magnetico dedicato alla figura di San Giuseppe da Copertino, protettore degli studenti, in scena l’8 ottobre alle ore 19:30 al Cinema Piceno.

I relatori della conferenza stampa a colloquio

La giornata del 9 ottobre, invece, si svolgerà quasi interamente ad Arquata. Appuntamento alle 10 per una “Passeggiata poetica” a cura dell’associazione Arquata Potest, un’escursione teatrale alla scoperta del borgo e della natura circostante. Alle ore 11,30, poi, spazio a “Piccoli funerali”, un rito collettivo potente e delicato al tempo stesso, un’esperienza che supera il teatro per entrare in contatto con l’intimità più profonda di ognuno di noi.

 

Si proseguirà poi, alle 13, con un pic-nic campestre che farà da cornice a “Transumanze”, in programma alle 14,30, con Fabrizio Pugliese a condurre gli spettatori al seguito di un gruppo di pastori in un viaggio che parte dalle tradizioni del passato per arrivare ai problemi del presente, fino ad arrivare alle speranze del futuro.

 

In serata si tornerà poi ad Ascoli per “La signora”, una rappresentazione dedicata alla Monaca di Monza a cura di Profondamente Arte, in scena alle 21 a San Pietro in Castello.

 

Domenica 10 ottobre, infine, la chiusura sarà affidata a “Oibò sono morto”, spettacolo poetico e ironico al tempo stesso in programma al teatro Filarmonici alle ore 21.

 

«Confermiamo anche quest’anno il supporto a un evento ormai consolidato in città – commenta il sindaco Marco Fioravanti -. Ringrazio il direttore Fiaschini, e anche il nostro vescovo  Palmieri, per aver creduto in un progetto che unisce città e diocesi in un progetto di rilancio spirituale dell’anima.

Donatella Ferretti e Marco Fioravanti

Abbiamo da qualche mese inaugurato un progetto di città metromontana – ricorda – condividendo iniziative culturali anche con le realtà della costa e delle aree interne, come dimostrato dalla giornata del festival dedicata ad Arquata.

 

“I Teatri del Sacro” è una rassegna che, al di là dello spettacolo, ci aiuta anche a riflettere sul ruolo dei giovani. Dobbiamo alzare l’attenzione su queste tematiche: i nostri ragazzi hanno un valore potenziale altissimo, che tuttavia troppo spesso non corrisponde a un valore espresso che resta troppo basso. Siamo soliti soffermarci, anche a livello mediatico, su esempi negativi di giovani che rappresentano una piccola percentuale, tralasciando troppo spesso giovani volenterosi che rinunciano al divertimento per dare una mano alla comunità».

 

«La pandemia ci ha imposto di fermarci – afferma l’assessore comunale Donatella Ferrettima siamo pronti a tornare in scena con un piccolo assaggio rispetto all’edizione canonica del prossimo anno. Andranno in scena delle prime assolute, con Ascoli al centro dell’attenzione nazionale di impresari e addetti ai lavori giunti in città per assistere e valutare queste nuove proposte.

Monsignor Gianpiero Palmieri, Roberto Paoletti e don Giampiero Cinelli

Spesso il nome di questa iniziativa fa pensare in maniera superficiale alla religiosità, mentre in realtà si parla di spiritualità, un aspetto essenziale della persona umana che la nostra società tende a marginalizzare.

 

È uno spazio da mantenere e da indagare attraverso forme d’arte di questo tipo: in fondo, la stessa esistenza umana si fonda sul mistero, declinato in maniera straordinaria dagli artisti coinvolti in questo progetto».

 

«Ancora una volta La casa di Asterione e il laboratorio Minimo Teatro hanno puntato su un progetto rivolto ai giovani, una delle mission principali nella città e sul territorio – spiega Roberto Paoletti, presidente de La casa di Asterione -. L’arte scenica per noi va sviluppata in chiave sociale. Con Matrioska, una sorta di “anteprima delle anteprime”, abbiamo dimostrato ancora una volta che studio, passione e sacrificio portano risultati importanti».


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