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Caso Mancaniello, “Viva” risponde a Fdi: «L’ordine è stato fatto a settembre, non ero ancora consigliera»

SAN BENEDETTO - San Benedetto Viva replica alle ipotesi di conflitto d'interessi paventate da Fratelli d'Italia: l'ordine della società Tmt, detenuta dal marito della consigliera Mancaniello, era stato definito prima che il Consiglio si insediasse
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L’assessore Tonino Capriotti, le consigliere Giselda Mancaniello e Barbara De Ascaniis e il coordinatore Gianluca Pompei

 

di Giuseppe Di Marco

 

Smentite le ipotesi di conflitto d’interessi paventate da Fratelli d’Italia nei riguardi della consigliera Giselda Mancaniello (San Benedetto Viva). A replicare ai meloniani sono gli stessi membri della lista di maggioranza, che dimostrano come l’ordine dei due semi-rimorchi sia stato effettuato prima che l’attuale Amministrazione si insediasse. Prima cioè che la Mancaniello, moglie del titolare della Tmt International, divenisse consigliera comunale.

 

Da un esame delle carte, infatti, risulta che la procedura negoziata con cui Picenambiente avviava la ricerca di una fornitura fosse iniziata nell’aprile 2021. Il doppio ordine da 80.000 euro, invece, veniva concluso a settembre 2021: all’epoca San Benedetto non si era ancora riversata ai seggi per votare. Pertanto evocare un presunto conflitto d’interessi in un momento in cui il Consiglio ancora non si era costituito, rappresenta un paradosso. La data del 31 dicembre, riportata ieri, si riferisce invece al termine formale della procedura avviata otto mesi prima.

 

«Quello di ieri è stato un concentrato di incompetenza e malafede – ha commentato il coordinatore della lista Gianluca PompeiNicolò Bagalini che non sa cosa cerca, perché quella da lui visionata non è una fattura, ma una procedura negoziata. Luigi Cava non sa cosa legge, perché fa un ragionamento campato in aria, mentre Pierfrancesco Troli non sa cosa trova, perché dicendo che la Mancaniello potrebbe trovarsi in conflitto d’interessi, non ha quantomeno approfondito la questione. Ma non me la voglio prendere con il giovane consigliere di Fratelli d’Italia, che ha solo la tentazione di immaginare che l’incompetenza si possa nascondere dietro l’abito sartoriale. C’è da preoccuparsi se questo è il controllo esercitato da FdI».

 

«L’ordine è stato fatto prima dell’insediamento – aggiunge Mancaniello – quando ancora non ero in Consiglio. E oltretutto, visto che si attacca me per l’Amministrazione, chiarisco che non esiste alcun motivo di incompatibilità o conflitto d’interessi con il voto nella delibera di bilancio, perché la Picenambiente non rientra nel perimetro del consolidato. Il mio gruppo si sta spendendo più di tutti per vedere se ci sono le possibilità di qualificare tale società a controllo pubblico».


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