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Picenambiente, anche per la società i compensi della Talamonti vanno al Comune

SAN BENEDETTO - Il parere, datato 2019, individua il Comune di San Benedetto come unico destinatario dei compensi di Catia Talamonti: si tratta di 12.500 euro lordi l'anno, relativi al periodo di presidenza alla Picenambiente
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Continua il dibattito sulla posizione retributiva di Catia Talamonti, presidente della Picenambiente fino al 2019, oggi dirigente al bilancio

 

di Giuseppe Di Marco

 

Sono nuovi interessanti approfondimenti quelli che emergono sul caso Picenambiente, portato all’attenzione del sindaco e del Consiglio da Giorgio De Vecchis nelle ultime settimane. Ad avvalorare le ipotesi fatte nei giorni scorsi sui compensi percepiti da Catia Talamonti mentre era presidente della partecipata, spunta un parere della stessa società, secondo cui tali somme, pari a 12.500 euro l’anno, sarebbero dovute andare direttamente nelle casse dell’ente.

 

Il parere, risalente al 2019, sostiene che i compensi della Talamonti, ad eccezione dei rimborsi forfettari, dovrebbero essere riversati direttamente al Comune di San Benedetto. Indirettamente, insomma, la Picenambiente ha dato all’ente motivo di riflettere sulla posizione economica detenuta dalla presidente, nominata dallo stesso vertice comunale.

 

Tre anni dopo, e precisamente il 24 agosto 2022, il sindaco Spazzafumo avrebbe chiesto un parere all’avvocatura, sull’opportunità di avviare un’azione legale nei confronti di Talamonti, divenuta intanto dirigente all’area “risorse”, per ottenere il risarcimento delle somme citate. L’ufficio affari legali, nell’arco di pochi giorni, rispondeva citando il principio di onnicomprensività della retribuzione, affermando che un’eventuale azione legale avrebbe dovuto coinvolgere piuttosto la Picenambiente.

 

La stessa avvocatura, però, precisava che prima di intentare un’azione giudiziaria, il Comune avrebbe fatto meglio ad attendere l’esito dell’istruttoria avviata dalla Corte dei Conti nel 2017. Istruttoria di cui il nuovo vertice comunale aveva avuto contezza, vista la nota protocollata del 12 marzo, con cui la magistratura contabile ricordava all’ente l’esistenza delle procedura.

 

Dove porta tutto ciò? Alla conclusione che lo stesso sindaco ha esaminato la possibilità di un conflitto d’interessi relativo alla dottoressa Talamonti la quale, va ricordato, ha istruito la delibera sul bilancio consolidato, che si occupa di società partecipate e controllate. Va da sé che, se anche la Picenambiente ha dato un proprio parere sull’argomento, questo dovrebbe essere attentamente riesaminato dall’Amministrazione comunale, e non derubricato a fatto di nessun interesse per la collettività.


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