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I lupi sono ormai arrivati in città: pecore uccise a Campolungo e Casamurana, avvistamenti a Cignano (Video e foto)

ASCOLI - Pecore attaccate e sbranate a pochi metri dalla ciclabile di Campolungo e dalla Salaria e anche a Casamurana. Avvistamenti di notte e di giorno a Cignano. Entra in ballo la sicurezza pubblica, che chiama in causa i sindaci dei territori dove sono avvenuti gli attacchi, ma anche Prefettura, Forze dell'ordine e il Servizio veterinario dell'Asur
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Lupi quasi in città con pecore sbranate a Campolungo e Casamurana e “incontri ravvicinati del terzo tipo” a Cignano. In quest’ultimo caso sono arrivati quasi nel giardino di un’abitazione dove il proprietario e tutta la sua famiglia si sono presi davvero un grosso spavento. Nel caso di Campolungo, le pecore al pascolo sono state attaccate e uccise quasi sulla ciclabile, a pochi metri dalla Salaria.

 

Nelle ultime settimane ci sono stati le uccisioni di un cane nell’aia di una casa colonica di Spinetoli e, dopo pochi giorni, stessa sorte per tre cuccioli di daino all’Oasi La Valle di Pagliare del Tronto.

 

Una delle pecore uccise a Campolungo a ridosso della pista ciclabile

Qualcuno continuerà a palesare dubbi sulla presenza dei lupi, magari tirando fuori la vecchia storia dei cosiddetti cani inselvatichiti. Che ormai non regge più. basta solo guardare alcune foto, non pubblicabili per ovvi motivi, per capire che quei poveri resti sono solo quello che i lupi non hanno potuto o voluto finire di mangiare. Per fortuna non vengono segnalati branchi, al massimo un paio di esemplari. I lupi, insomma, non trovando più cibo in montagna ormai scendono fino in città.

 

Nel caso di Cignano, non è frutto della fantasia il video ripreso da Nazzareno Ciarrocchi. Sono immagini che si commentano da sole e quelli che abbaiano, alla vista dei lupi, sono i cani delle case vicine. Cignano non è una sperduta frazione di montagna ma una delle tante a ridosso di Ascoli. Siamo a tre chilometri dalla città, lungo la strada che conduce a Venagrande. I lupi sono stati immortalati di giorno, probabilmente gli stessi che si aggirano nella zona anche di notte quando gli ululati non lasciano spazio a dubbi. Nel video si vedono addirittura i due lupi che, da un campo attiguo alla casa di Ciarrocchi, corrono in direzione della strada principale dove in quel momento sta transitando uno scooter. Incredibile ma vero.

 

«I primi avvistamenti e le prime volte che li abbiamo sentiti è stato intorno alla fine dello scorso anno. Poi nuovamente a giugno-luglio, e di nuovo pochi giorni fa – racconta – ma la cosa preoccupante è che qualcuno ha visto dei cuccioli, quindi si sono anche riprodotti nella nostra zona». Ciarrocchi non sa a chi rivolgersi. La Polizia Municipale o il Servizio veterinario dell’Asur? Chissà. Meglio, forse, i Carabinieri Forestali e Polizia Provinciale. Qualcuno alla fine si muoverà.

 

Sugli attacchi dei lupi, che negli anni scorsi divenne un polemico tormentone con la questione dei rimborsi da parte della Regione ai proprietari danneggiati per le pecore uccise (ricordiamo i ripetuti e clamorosi casi di Piane di Morro, Colle San Marco, Rosara), è intervenuta anche la Coldiretti.

 

Un’altra pecora uccisa alla periferia di Ascoli: sul posto Polizia Municipale e veterinari dell’Asur

«Che si tratti di pascoli con recinzioni a maglie elettrificate o stalle con barriere metalliche alte due metri, non c’è scampo per le pecore – dice il presidente Armando Marconi che resta nell’ambito degli ovini anche se di recente i lupi hanno attaccato e divorato cani e daini – è una strage annunciata – aggiunge – perchè da tempo denunciamo che si è perduto l’equilibrio degli ambienti naturali con un proliferare indisturbato della fauna selvatica, ma continuiamo ad assistere inermi a questa devastazione. Agli animali uccisi si aggiungono i danni indotti dallo spavento e dallo stato di stress provocato dagli assalti, con ridotta produzione di latte e aborti negli animali sopravvissuti. E’ un danno di natura economica – aggiunge – con gli allevatori già allo stremo delle forze dopo la siccità di quest’estate ei rincari delle materie prime ed energetiche, ma anche una minaccia per la sicurezza pubblica».

 

Esatto, sicurezza pubblica. Il motivo per cui sono obbligati ad intervenire innanzi tutto i sindaci dei Comuni dove sono avvenuti gli attacchi (gli ultimi riguardano Ascoli e Spinetoli), ma anche le Forze dell’ordine e, ancor prima, la Prefettura che ha appena fatto un summit anche sulla sicurezza delle Quintane nel 2023.

 

«Dobbiamo attendere l’aggressione ai danni di un bambino che magari va in bici?» la conclusione di Marconi. Alla sua domanda, che è poi quella di tutti, deve assolutamente seguire una risposta. Vediamo la prima da dove arriverà.

 

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