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Caso Picenambiente, Giorgio De Vecchis deposita un esposto in Procura

SAN BENEDETTO - Depositato un esposto sul caso della società che si occupa della gestione dei rifiuti. L'esposto riguarda la segnalazione di presunto conflitto d'interessi relativo alla dirigente al bilancio Catia Talamonti
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Giorgio De Vecchis, ex membro di San Benedetto Viva

 

di Giuseppe Di Marco

 

Un fascicolo contenente un esposto sul caso Picenambiente è stato depositato nei giorni scorsi dal consigliere Giorgio De Vecchis alla Procura della Repubblica di Ascoli. La denuncia riguarda la segnalazione del presunto conflitto d’interessi riguardante Catia Talamonti, già posto all’attenzione della segreteria generale del Comune nelle scorse settimane.

 

Si volta pagina. Dopo i furibondi confronti in maggioranza, la discussione in Consiglio e l’ingresso nel gruppo misto, De Vecchis torna a puntare i riflettori su un caso che continuerà a far discutere i membri dell’assise, la giunta, il sindaco Antonio Spazzafumo e l’apparato tecnico di Viale De Gasperi. Sì, perché adesso il consigliere ha presentato una denuncia perché se ne faccia un’inchiesta, e non interna alla macchina amministrativa.

 

Il Tribunale di Ascoli

A dire la verità, il caso è già uscito dalla soglia del civico 124 di Viale De Gasperi. Si ricorderà, infatti, di come cinque anni fa la Corte dei Conti abbia avviato un’istruttoria sui compensi percepiti dalla dirigente Talamonti mentre era presidente della Picenambiente. La magistratura contabile, che non ha ancora dato un responso, dovrà dire se i 12.500 euro annui lordi attribuiti al presidente della società debbano essere riversati nelle casse dell’ente in ossequio al principio di omnicomprensività della retribuzione.

 

Secondo l’ex capogruppo di San Benedetto Viva, comunque, vista l’esistenza di quest’istruttoria, la dirigente non avrebbe potuto redigere la delibera sul bilancio consolidato. Di più: per il consigliere, non avrebbe potuto ricoprire il ruolo assegnatole in primavera dal sindaco, che peraltro era già a conoscenza dell’esistenza di un’istruttoria avviata dalla Corte dei Conti.

 

Tale orientamento veniva caldeggiato anche dalla segreteria generale, che a settembre scriveva al sindaco, invitandolo a valutare l’opportunità di modificare l’organigramma comunale, togliendo il servizio “partecipate” dalle competenze della Talamonti. Un impegno che il sindaco si è preso con i consiglieri di maggioranza, ma che non è ancora stato messo in concreto.


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