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Ospedale nuovo: aree idonee a Ragnola e Porto d’Ascoli, ma la seconda è a rischio idrogeologico

SAN BENEDETTO - Si estenderebbe su una superficie di 1,5 ettari, non sarebbe più alto di 4 piani e nell'area circostante troverebbero posto 650 parcheggi. Il costo complessivo supererebbe i 93 milioni di euro
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Il sindaco Antonio Spazzafumo e la consigliera Aurora Bottiglieri

 

di Giuseppe Di Marco

 

Il nuovo ospedale, salvo ripensamenti, sorgerà in zona Ragnola. E’ questo il responso che emerge dai recenti studi fatti dal Comune di San Benedetto e dalla Regione Marche per individuare la location del futuro nosocomio rivierasco. Delle due aree proposte dall’ente comunale, quella di Porto d’Ascoli presenta un rischio idrogeologico piuttosto elevato.

 

Come spiegato in commissione sanità dal consigliere Gino Micozzi, infatti, il terreno di Porto d’Ascoli detiene un rischio idrogeologico di E3: questo comporterebbe, oltre ai costi di realizzazione della struttura, ulteriori spese per mettere in sicurezza l’area, come la sopraelevazione dell’area e la realizzazione di una viabilità ad hoc. L’area di Porto d’Ascoli quindi non è stata scartata a priori, ma presenta costi e problemi di gran lunga superiori a quelli della superficie nei pressi dell’Istituto Tecnico Commerciale “Capriotti” e della sopraelevata.

 

L’iter per trovare una sede adatta è iniziato la scorsa estate, quando l’amministrazione comunale ha iniziato la verifica dei terreni su cui realizzare il nuovo ospedale. Si è quindi arrivati alle due aree di Contrada San Giovanni e Ragnola, che sono state proposte alla regione, i cui uffici, dopo un esame, le hanno dichiarate idonee. Il comune quindi ha iniziato a studiare la soluzione migliore per un ospedale di primo livello da 250 posti. Su uno dei due terreni, che si estendono per circa 12 ettari, verrebbe quindi costruito un presidio che occuperebbe circa 1,5 ettari, sviluppandosi su un massimo di 4 piani. L’ospedale verrebbe a costare oltre 93 milioni, senza considerare l’acquisizione delle aree e i lavori accessori.

 

In commissione non si è parlato solo di ospedale. C’è infatti da risolvere anche la situazione nella Medicina d’urgenza. Sull’argomento è intervenuta la presidentessa di commissione Aurora Bottiglieri: «Dell’organico abbiamo in uso 10 medici su 18. Quelli presi dalle cooperative trattano solo i codici minori e prendono sui 1.300 euro a notte: il budget sanitario se ne sta andando in buona parte a causa di questa voce di spesa. Chiediamo di fare nuovi ordini di servizio; mettere a rotazione medici dei reparti al Pronto Soccorso. La situazione si sta incancrenendo e non ci sono state messe a disposizione le soluzioni che ci erano state prospettate nel consiglio aperto di maggio dai vertici dell’Asur. Bisogna intervenire con urgenza».


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