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Carlo Mazzone è “Come un padre”, serata di ricordi e grandi emozioni al Ventidio Basso

ASCOLI - Massimo cittadino tutto esaurito per l’anteprima del docufilm dedicato al “sor Carletto”, disponibile dal 2 novembre su Prime Video. Una carriera indimenticabile ripercorsa con le preziose testimonianze di calciatori e compagni di vita nel corso di una serata speciale. Dopo la proiezione il saluto toccante del mister, accolto dalla standing ovation del pubblico ascolano
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di Federico Ameli

 

Quella di domenica 30 ottobre non è stata una serata come le altre. Quantomeno ad Ascoli, dove cittadini e tifosi muniti di invito hanno potuto prendere parte all’esclusiva anteprima promossa al Teatro Ventidio Basso dal Comune, da “102 Distribution” e dalla famiglia di Carlo Mazzone, protagonista del docufilm “Come un padre, diretto da Alessio Di Cosimo, in uscita mercoledì 2 novembre sulla piattaforma streaming “Prime Video” di Amazon.

 

«Sono salito molte volte su questo palco, ma mai con un compito così complesso: parlare di un personaggio che ha fatto la storia del calcio, un’icona dello sport che ci ha insegnato molto anche dal punto di vista umano» esordisce Massimiliano Ossini, tra un palleggio e l’altro, nel presentare la serata di gala dedicata al decano degli allenatori italiani, che con il volto di “Unomattina” condivide una profonda ascolanità d’adozione. Come dargli torto.

 

Salendo sul palco di un Massimo cittadino tutto esaurito, Ossini porta con sé un pallone, emblema di una vita dedicata al calcio. Un omaggio dovuto e apprezzato anche dagli ospiti che, di volta in volta, non resistono al fascino di fare qualche palleggio sul palco, ma che finisce ben presto per passare in secondo piano rispetto al racconto del Mazzone uomo, capace di legare indissolubilmente a sé generazioni di calciatori, dirigenti e tifosi con un’umanità fuori dal comune.

I palleggi di Massimiliano Ossini

 

«Il film è nato proprio qui, ad Ascoli – racconta il regista Alessio Di Cosimo dopo i palleggi di rito con Ossini – qui, come anche a Roma, nominare Carlo Mazzone fa venire i brividi. Nel raccogliere le testimonianze sul mister siamo partiti da Marco Materazzi, che ha accettato con entusiasmo dicendoci che per Mazzone si sarebbe perfino buttato dalla finestra.

 

Vedere questi grandi calciatori parlare così di Carletto è stata una grande emozione che mi ha fatto capire quanto sia stato importante per le loro carriere».

Il pubblico in coda all’ingresso del Ventidio Basso

 

Quello di Materazzi non è infatti un caso isolato. Anche Pep Guardiola, ad esempio, ha accolto a braccia aperte a Manchester la troupe di “Come un padre” per ricordare insieme l’esperienza ai tempi di Brescia. Non potevano mancare poi Francesco Totti e Roberto Baggio, le stelle più luminose del firmamento calcistico targato Carlo Mazzone, unito nel celebrare con gioia e affetto la carriera del “sor Magara”.

 

Andrea Pirlo, Giuseppe Giannini, Giovanni Galli, Claudio Ranieri, Luigi Di Biagio, Beppe Signori e i gemelli Filippini sono solo alcuni dei grandi del calcio che, riavvolgendo il nastro con un pizzico di nostalgia, hanno voluto ripercorrere le tappe fondamentali della carriera dell’allenatore con più presenze in serie A – sono ben 795 le panchine alle spalle di sor Carletto nella massima serie – in uno straordinario viaggio in un calcio romantico, molto lontano da quello di oggi, con i suoi pregi e i suoi difetti.

Ossini e il regista Alessio Di Cosimo

 

Campioni affermati, preziosi gregari, talenti svezzati – come per Totti e Pirlo – o coccolati – eloquente il caso di Roberto Baggio – che sotto l’ala protettrice di Mazzone hanno avuto l’opportunità di crescere dal punto di vista tattico, calcistico e soprattutto umano grazie al sostegno di un mister che per loro è stato – è il caso di dirlo – a tutti gli effetti come un padre. «Sarà un caso – si chiede Totti in una scena del docufilm – che sia nato proprio il 19 marzo, giorno della Festa del papà?».

 

«Per tutti, da bambini, il padre è un po’ come un eroe – afferma Massimo Mazzone, figlio di Carlo – e in particolare con un padre come il mio. Ho avuto la fortuna di poter contare su mia figlia Iole, che affacciandosi al cinema ha creduto nella fattibilità del progetto, che aveva bisogno soltanto di un bravo regista e di un produttore che ci puntasse con fiducia.

Massimo Mazzone sul palco del Ventidio Basso

 

Al di là del record di panchine in A, una volta mio padre mi ha chiesto il favore di contare tutte le panchine ufficiali della sua carriera. Un’impresa non facile, ma sfogliando gli articoli de “Il Messaggero” nella biblioteca di Campo Parignano ce l’ho fatta: sono 1.278.

 

Dopo aver vissuto la gioia di vedere mio padre che porta in serie A la mia città, ora posso dire di essere l’uomo più felice della terra: avrò mio padre e mia figlia protagonisti di un film».

 

«Vedere questo teatro pieno di tifosi mi scalda il cuore – ammette Iole Mazzone, nipote di Carlo e attrice in rampa di lancio, con già alle spalle diverse esperienze e investiture prestigiose in campo cinematografico – spero che il docufilm riesca a trasmettere tutto l’amore di Carletto Mazzone per il calcio, la città e i suoi figli».

Iole Mazzone sul palco accanto a Ossini e Di Cosimo

 

Presente sul palco anche Enrico Nicolini, compagno di mille battaglie in campo e in panchina, altro personaggio indelebile nel cuore dei tifosi bianconeri.

 

«Parlare di Carlo Mazzone è facile e difficile al tempo stesso. Ho passato 9 anni con lui da calciatore e da collaboratore, ma ogni volta mi commuovo. Sono stato a lungo il suo scudiero e oggi è un onore per me tornare qui, a casa».

 

Enrico Nicolini si scusa con il pubblico del Ventidio Basso per un cucchiaio malriuscito, a differenza di quello indelebile nella memoria dei tifosi bianconeri

Prima della proiezione, il sindaco Marco Fioravanti ha ufficialmente consegnato alla famiglia Mazzone la cittadinanza onoraria concessa a un uomo di sport che ha contribuito a tenere alto il nome della città nel panorama italiano, calcistico e non.

 

«Questo è forse uno dei momenti più importanti da quando sono sindaco – rivela il primo cittadino -. Carlo Mazzone è il vero padre degli ascolani.

 

Abbiamo in campo una grande sinergia con l’Ascoli Calcio, la Fondazione Carisap, la produzione e la famiglia Mazzone per rendere omaggio a un uomo che il 17 ottobre 1960 è arrivato da Roma con la corriera e si è subito innamorato di Ascoli, costruendo una famiglia e delle radici forti che nessuno potrà mai cancellare».

La famiglia Mazzone sul palco del Ventidio Basso riceve la cittadinanza onoraria concessa a “sor Carletto”

 

Toccante il saluto della moglie Maria Pia, che ha poi lasciato spazio a un breve monologo affidato alla nipote Iole. «Ringrazio di cuore tutta questa gente per l’amore che prova nei confronti di Carlo».

 

Un amore reciproco e a prima vista, condiviso con tutte le piazze in cui sor Carletto ha avuto modo di giocare e allenare, con le sue qualità, la sua ironia e i suoi valori, in 37 indelebili anni successi, sconfitte, ma soprattutto infinita passione per il calcio.

 

È questo il filo conduttore del docufilm scritto da Alessio Di Cosimo, Alessandra Kre e Francesco Trento in collaborazione con Iole Mazzone, che curiosando nel cassetto dei ricordi di famiglia offre una prospettiva inedita su uno dei personaggi più amati del nostro calcio.

Carlo Mazzone saluta il pubblico del Ventidio Basso insieme alla sua famiglia

 

Dal colpo di fulmine con Ascoli e la sua Maria Pia all’iconico Brescia dei primi anni Duemila, la carrellata di ricordi, aneddoti e personaggi legati a sor Carletto – personaggio anche tatticamente più moderno di quanto comunemente si pensi – fa scendere più di una lacrima tra il pubblico del Ventidio Basso, che a fine proiezione accoglie con una standing ovation il saluto del mister dal palco.

 

Emozioni forti, disponibili da mercoledì 2 novembre anche in streaming.

 

Baggio, Totti e Guardiola raccontano Mazzone nel docufilm “Come un padre”: anteprima speciale tra le cento torri


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