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Centrale di stoccaggio gas, il Comune chiede che la Riviera venga depennata dai siti idonei

SAN BENEDETTO - Il Comune si costituirà parte resistente al ricorso intentato da Gas Plus volto a portare avanti il progetto di centrale. Nel contempo, si cercherà di togliere la Riviera dalla lista dei siti papabili
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Il vicesindaco Tonino Capriotti e il consigliere Gino Micozzi

 

di Giuseppe Di Marco

 

Il Comune di San Benedetto chiederà al governo di eliminare la Riviera delle Palme dai siti che possono ospitare una centrale di stoccaggio del gas. La decisione è maturata nel corso dell’ultima commissione lavori pubblici, dove è stata esaminata la bozza di mozione che verrà approvata nel Consiglio comunale di sabato 19 novembre. Nel contempo, l’Amministrazione rivierasca si costituirà parte resistente al ricorso intentato da Gas Plus Storage per ottenere la proroga alla procedura di Valutazione d’Impatto Ambientale (Via) necessaria a realizzare una centrale a San Benedetto.

 

Nello specifico, la mozione impegnerebbe l’amministrazione a monitorare costantemente la situazione dell’iter sia dal punto di vista procedurale sia legale e amministrativo, confermando pertanto di resistere ad eventuali ricorsi amministrativi da parte della società Gas Plus. In tal senso si chiede al comune di inoltrare al Ministero della Transizione Energetica ed al Ministero dello Sviluppo Economico richiesta di chiudere definitivamente il progetto con il rigetto definitivo dello stesso. Contestualmente, si chiederà alle autorità competenti di eliminare il sito di San Benedetto dalla lista dei siti suscettibili di ospitare impianti di stoccaggio di gas e Co2. Infine, si dovrà coinvolgere nella richiesta ufficiale anche i comuni interessati nella procedura, tra cui appunto Monteprandone, Colonnella e Martinsicuro, così come l’organo di governo regionale, nonché i parlamentari e senatori del Piceno e delle Marche.

 

Tanti gli interventi in commissione, tra cui quelli dei referenti dell’associazione Ambiente e Salute nel Piceno, che da sempre seguono da vicino la vicenda. A dire la sua è stato anche il capogruppo dei Verdi Paolo Canducci, che ha sottolineato l’importanza di questa iniziativa per far sì che in futuro altre società non abbiano la possibilità di presentare progetti su San Benedetto

 

«Intendiamo mettere una pietra tombale sulla questione – dice il presidente di Ambiente e Salute Alfredo Vitalichiedendo al Ministero competente che San Benedetto sia tolta dai siti che possono ospitare impianti di stoccaggio del gas. Dopo gli eventi di oggi, con questo sisma al largo di Fano, di magnitudo 6, la vicenda diventa di ancor maggiore interesse».

 

«Questo pericolo sismico è situato alla stessa profondità del giacimento – aggiunge il vicepresidente Massimo BartolozziDisturbare la faglia sarebbe una follia. Quando gli interessi economici superano la sicurezza di un’intera sicurezza, significa che non abbiamo appreso lezioni importanti dalla storia».


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