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Rapporto Banca d’Italia: le Marche rallentano crescita, occupazione e ripresa a causa della guerra

REPORT - L’analisi congiunturale sull’economia marchigiana dimostra come il 2022 sia meglio del 2021 ma con forti rallentamenti dovuti ai costi per l’energia e le materie prime. In ripresa il calzaturiero, tengono alla grande l’industria edile e farmaceutica, artefice del boom delle esportazioni. Continua a salire invece la percentuale di chi ha un lavoro
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Un momento della conferenza stampa

 

di Antonio Bomba

 

(foto di Giusy Marinelli)

 

La buona crescita dell’economia fatta registrare nel primo semestre del 2022 ha subito un netto ridimensionamento nel terzo trimestre a causa della guerra in Ucraina e le problematiche a essa legate.

Questa in breve l’analisi congiunturale dell’economia marchigiana presentata questa mattina dalla Banca d’Italia, nella propria sede di piazza Kennedy, e spiegata dal direttore della sede di Ancona Maurizio Cannistraro, da Alfredo Bardozzetti (consigliere senior divisione analisi e ricerca economica territoriale per la sede di Ancona) e dall’economista Sabrina Ferretti.

In sostanza, la ripresa che si era registrata nel 2021 è proseguita in questo 2022 in linea con la tendenza nazionale. Bene anche il calzaturiero che qualche problema lo aveva avuto.

 

Tuttavia il dato ha mostrato segni di rallentamento nel terzo trimestre, complici i costi per l’energia e di approvvigionamento di materie prime e beni intermedi. Il tutto dovuto alla guerra in Ucraina. Ciò ha obbligato gli imprenditori a tenere un atteggiamento molto più contenuto e prudente. Il quadro ha portato ad un rallentamento delle consegne e all’accumulo di scorte.

 

Anche il modo di porsi dei consumatori è stato improntato alla prudenza. Tutte queste tendenze descritte dovrebbero proseguire in questo ultimo trimestre.

 

La ripresa è anche figlia dei vari incentivi post Covid erogati dallo Stato, nonché dei fondi del Pnrr.

 

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Maurizio Cannistraro

Andando più nello specifico, sempre secondo le stime della Banca d’Italia, l’economia marchigiana nel primo semestre è cresciuta del 5,7% ma il dato si è acuito nel terzo quarto dell’anno per le cause già elencate sopra.

 

Addirittura le spese per l’energia ed il gas hanno significato un decimo dei costi per il 28% delle imprese dal 17% del 2021. Le strategie adottate dalle imprese marchigiane prese a campione hanno denotato un aumento dei prezzi di vendita, l’accettazione di minori profitti, la rinegoziazione dei contratti e addirittura un repentino cambio dei fornitori. La gran parte delle di loro ha speso più di quanto programmato soprattutto per colpa dell’incremento dei prezzi di acquisto. Comportamenti previsti per i prossimi sei mesi? Tutti correranno ai ripari. Alcuni con l’autoproduzione, altri diminuendo le linee produttive e i tempi di utilizzo dei macchinari.

 

Chi continua a viaggiare spedito come un treno è il settore delle costruzioni grazie ad incentivi come il superbonus, l’ecobonus e il bonus facciate. Tra gennaio e luglio più 21% di ore lavorate. Ma sono cresciute anche le imprese attive ed il numero di lavoratori impiegati.

 

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Alfredo Bardozzetti

Boom delle esportazioni all’estero che grazie al traino dell’industria farmaceutica sono cresciute addirittura del 72.5%.

 

Al suo netto le vendite fuori dall’Italia farebbero comunque registrare un buon più 22.3%. A crescere sono stati tutti i comparti.

Sempre nel primo semestre il mercato del lavoro ha fatto registrare un dato positivo del 4% addirittura migliore del dato nazionale che si attesta sul 3.6%. Ciò perché è cresciuta l’offerta di lavoro. La disoccupazione è infatti scesa dell’1.7%. I dati sull’occupazione hanno però subito anche loro la crisi derivante dalla guerra in Ucraina e si sono mano a mano attestati sui dati del 2021.

In crescita i prestiti bancari alle grandi imprese e alle famiglie. In calo quelli alle piccole realtà aziendali. Ad avere le maggiori concessioni sono stati i settori della manifattura (+4.2%) e delle costruzioni (+2.4%). In calo le disponibilità liquide ma il dato, a precisa domanda, non spaventa ancora gli imprenditori.

Per quanto riguarda le famiglie i mutui sono stati richiesti soprattutto per l’acquisto di abitazioni. Resta elevata la qualità del credito.

 

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Sabrina Ferretti

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La sede della Banca d’Italia ad Ancona

 


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