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Reddito di cittadinanza, il Comune impiega 19 percettori nei “Puc”

SAN BENEDETTO - Tutti i beneficiari residenti nel comune rivierasco con stati sottoposti a valutazione, ma la maggior parte  presentava problematiche personali o sanitarie che li rendeva incompatibili con l’impiego nei progetti
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Sono 19 i percettori di reddito di cittadinanza che il Comune di San Benedetto ha impiegato in attività di utilità pubblica (inserite nei cosiddetti Puc, progetti di utilità collettiva), nel 2022.

Per legge infatti, i beneficiari di questo sussidio devono offrire la propria disponibilità a partecipare ai Puc. Sono stati dunque sottoposti a “screening” i profili di tutti i percettori, residenti a San Benedetto, sia da parte dei Servizi sociali dell’Ambito 21 sia del Centro per l’Impiego.

 

Ma la maggior parte di essi, dopo la valutazione tecnica dei servizi sociali di Ambito, presentava numerose problematiche personali o sanitarie che li rendeva incompatibili con l’impiego nei progetti.

 

Va inoltre precisato che, per legge, possono essere escluse o esonerate alcune categorie di persone, come coloro che frequentano un corso di studi, le persone con disabilità, le persone occupate, i soggetti che partecipano ai tirocini di inclusione sociale.

Le persone ritenute idonee sono state 23 e 19 di esse sono state inserite nei progetti che hanno riguardato la vigilanza e sorveglianza negli orari di entrata e uscita dai plessi scolastici (9 persone), la tutela dell’ambiente e dell’igiene pubblica, col compito di informare i cittadini sulle modalità e sul corretto smaltimento dei rifiuti e sulla raccolta differenziata (4 persone), la custodia e la cura del verde pubblico, dei giochi e dell’arredo urbano (6 persone).

 

Circa 2.000 euro sono stati spesi dal Comune per abbigliamento di lavoro, visite mediche, corsi di formazione sulla sicurezza.

 

«Questi progetti sono estremamente utili – dice l’assessore ai servizi sociali Andrea Sanguignisia perché aiutano queste persone a sentirsi nuovamente parte di una comunità attiva, sia perché contribuiscono ad integrare l’organizzazione comunale che soffre per i tagli agli organici che tutta la pubblica amministrazione ha subito negli ultimi anni. Se ce ne sarà data la possibilità dal Governo e dal Parlamento, vorremmo rafforzare e migliorare questa esperienza».


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