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Turismo, Mozzoni: «Bene la Riviera, ora servono dati qualitativi, un brand e promozione mirata»

SAN BENEDETTO - Per il presidente di Assoalbergatori il risultato ottenuto è solo un punto di partenza per migliorarsi. Idee per il futuro? Un brand territoriale, una nuova mascotte del Piceno, web app e tanta promozione
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Nicola Mozzoni, presidente dell’Associazione Albergatori “Riviera delle Palme”

 

di Giuseppe Di Marco

 

Non è una novità che la Riviera delle palme presenti numeri buoni in ambito turismo. Ma che quelli del 2022 fossero così buoni non erano in molti ad aspettarselo. San Benedetto rappresenta l’eccellenza nel panorama marchigiano, essendosi posizionata prima per quanto riguarda gli arrivi e seconda per le presenze.

 

Il risultato ottenuto, però, va visto più come un trampolino di lancio che come un traguardo raggiunto. A pensarla così sono in molti fra gli operatori del settore. Fra questi, anche Nicola Mozzoni, recentemente confermato presidente dell’Associazione Albergatori “Riviera delle palme”.

 

«Siamo in linea con il 2019, forse un po’ meglio – commenta prudentemente Mozzoni – Quel che conta, almeno stando alle stime licenziate dalla Regione Marche, è che abbiamo superato Senigallia, almeno per quanto riguarda gli arrivi. Non è una questione di campanile: proprio perché anche loro sanno fare turismo, è da essere orgogliosi di questo piazzamento Speriamo bene per il futuro, l’unico modo per fare fare tesoro di un risultato così è l’avvio di un processo che ci porti a rendere “qualitativi” i dati ottenuti, in modo da poterli processare».

 

In che senso? «Bisogna capire chi viene, come, in quale preciso periodo dell’anno e perché sceglie San Benedetto. Sembra una considerazione ovvia, ma non è così: per parlare di turismo bisogna iniziare a parlare di turismi, e questo significa analizzare le statistiche al fine di impostare una strategia per il futuro».

 

Per Mozzoni, l’autocritica è alla base del successo. «In questa parte delle Marche siamo carenti sotto il punto di vista dell’analisi. Già da ora abbiamo bisogno di dati complessi per capire come fare marketing. Il primo passo è definire il nostro target, altrimenti non si può creare l’esperienza, che ormai è alla base di ogni offerta turistica. Dopodiché è necessario compiere altri passi: ad esempio, capire che prodotto dare. Secondo me, a prescindere dalla singole idee, occorre vendere il Piceno, un’idea unitaria del nostro territorio, un brand. Infine, le varie realtà devono mettersi d’accordo. Confrontandomi costantemente con gli operatori del settore, posso dire che la volontà c’è. La cosa meno facile è definire come farlo».

 

Una proposta, in realtà, ci sarebbe già. «Entro breve – continua Mozzoni – vorrei far partire un concorso di idee fra le classi terze, quarte e quinte delle elementari del Piceno. Ragazzi e ragazze saranno chiamati a creare la mascotte del Piceno. Questa, una volta definita, verrà adottata da tutte le strutture ricettive del territorio e figurerà in ogni evento patrocinato dalle istituzioni. Trasportata in digitale, verrebbe abbinata ad un Qr Code, declinandosi in una web app in cui riversare contenuti informativi».

 

In che modo potrebbe contribuire Palazzo Raffaello? «A volte la Regione si è dimentica di noi, qui nel sud delle Marche – conclude il presidente di Assoalbergatori – ma potrebbe aiutarci per in ambito promozionale».

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