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Monte Piselli, in arrivo 8 milioni da Marche e Abruzzo per la nuova funivia

ASCOLI - Il via libera della giunta regionale abruzzese a un finanziamento di 3 milioni di euro porta con sé risorse preziose per la realizzazione del nuovo impianto di risalita. Due regioni finalmente unite nel valorizzare la stazione sciistica teramana, ma geograficamente vicina e storicamente legata ad Ascoli. Il commento di Valeriano Camela, ex consigliere regionale marchigiano che negli anni trascorsi a Palazzo Raffaello ha sempre sostenuto la necessità di unire le forze per il bene del territorio
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di Federico Ameli

 

Arrivano direttamente dall’Aquila buone notizie per gli appassionati di montagna, sport e territorio. Grazie a una delibera recentemente approvata in giunta, la Regione Abruzzo ha infatti ufficialmente dato il via libera allo stanziamento di una somma di oltre 3 milioni di euro per la realizzazione della nuova funivia elettrica di Monte Piselli, compiendo un importante passo avanti verso la chiusura di un cerchio tracciato a partire da quasi un decennio fa.

La seggiovia di Monte Piselli

 

Un risultato frutto dell’impegno profuso e dell’intesa politica raggiunta dal sindaco di Ascoli, nonché presidente dell’assemblea dei soci del Co.Tu.Ge, Marco Fioravanti, dal senatore ascolano Guido Castelli, dall’assessore ai Lavori pubblici della Regione Abruzzo e sottosegretario della giunta regionale  Umberto D’Annuntiis e dal presidente regionale abruzzese Marco Marsilio, che porterà in dote una somma considerevole da far confluire nei 5 milioni già deliberati dalla Regione Marche.

 

Come confermato dai rappresentanti del Consiglio d’Amministrazione del Co.Tu.Ge – il Consorzio turistico del comprensorio dei Monti Gemelli – il tesoretto complessivo da circa 8 milioni di euro servirà a finanziare il nuovo impianto di risalita nell’ottica di un restyling avviato già da diversi mesi a questa parte e che, nelle intenzioni del Consorzio e del gestore Remigio Group, porterà Monte Piselli a rappresentare un autentico fiore all’occhiello dal punto di vista turistico, fruibile 365 giorni l’anno.

 

«Ringraziamo le precedenti amministrazioni regionali e, in particolare, l’ex consigliere Valeriano Camela, parte attiva fin dall’inizio di questo progetto, il quale ha previsto la scelta lungimirante di ripristinare un collegamento funiviario che stiamo cercando di portare avanti anche in un’ottica di transizione energetica – dichiarano i componenti del CdA del Co.Tu.Ge. -.

 

L’elettrificazione delle vie di risalita può infatti produrre molteplici vantaggi, tra cui la riduzione del traffico veicolare sulle strade di alta quota. Abbiamo una strada di 4,5 chilometri che si snoda sulla nostra montagna, abbinata a un sentiero agropastorale che potrebbe essere riconvertito in chiave panoramica ed escursionistica.

Dario D’Agostino, Marco Fioravanti ed Enzo Lori in occasione di un sopralluogo a gennaio 2021 sul Monte Piselli

 

Inoltre, elettrificare l’impianto a partire dall’area di San Giacomo rientrerebbe in un progetto di ripopolamento dei borghi post-sisma: distante solo 15 chilometri dalla città, San Giacomo potrebbe davvero ambire a diventare un patrimonio ambientale e sportivo per Ascoli. Per questo motivo, nell’ambito di un bando della Regione Marche, in questi giorni stiamo cercando con i nostri tecnici di intercettare ulteriori fondi anche per quanto concerne la revisione e l’acquisto di materiali».

 

Con l’inverno ormai alle porte, il gestore Remigio Group al lavoro per la buona riuscita della stagione sciistica e sportiva e le amministrazioni regionali finalmente concordi nel sostenere – politicamente e soprattutto finanziariamente – la riqualificazione e il potenziamento dell’intero comprensorio dei Monti Gemelli, sembra finalmente delinearsi un futuro all’insegna della turismo, della sostenibilità e della comunione di intenti per un comprensorio rimasto per troppo tempo ingabbiato nel limitante status di terra di confine, con enormi potenzialità inespresse.

Valeriano Camela

 

A manifestare la sua soddisfazione per le ultime novità dal fronte abruzzese è l’ex consigliere regionale marchigiano Valeriano Camela, a Palazzo Raffaello nel quinquennio 2010-2015, che già in tempi non sospetti si era speso per la rivalutazione di Monte Piselli e delle sue infrastrutture.

 

«Nessuno mi nega la paternità di questa iniziativa – dichiara Camela – che per me costituisce un grande motivo di vanto. Negli anni trascorsi in Consiglio regionale ho cercato di preparare il terreno proponendo progetti e finanziamenti per la stazione sciistica di Monte Piselli, che sebbene insista sul territorio abruzzese ha un forte legame di vicinanza con Ascoli e tutto il resto delle Marche.

 

Grazie anche alla disponibilità dell’allora assessore regionale Viventi sono riuscito a convincere la Regione Marche a erogare un primo contributo di 200.000 euro, il che ha spinto poi l’Abruzzo a stanziare la medesima somma per l’adeguamento degli impianti, indispensabile per poter proseguire con l’attività sciistica».

 

Il finanziamento congiunto Marche-Abruzzo, primo esperimento di cooperazione istituzionale per la stazione di Monte Piselli, ha poi di fatto contribuito a dare il là al consolidamento di una strategia condivisa di rilancio.

La seggiovia di Monte Piselli negli anni 80. Sullo sfondo il parcheggio pieno di auto

 

«Personalmente ho sempre fatto il tifo per questa sinergia tra le due Regioni – aggiunge Camela -. L’obiettivo è sempre stato far sedere a uno stesso tavolo i due enti, un punto di partenza per elaborare un progetto interregionale di qualità volto alla realizzazione di un nuovo impianto di risalita a partire dalla stazione originaria, San Giacomo, già attrezzata a livello infrastrutturale.

 

La seggiovia di Monte Piselli

Nel successivo mandato marchigiano, purtroppo, non ho visto grossi passi avanti, ma la prospettiva odierna lascia ben sperare, con possibili ricadute positive per tutto il nostro territorio.

 

La funivia di Monte Piselli – conclude – deve rappresentare l’occasione per sviluppare l’intero comprensorio montano a 360 gradi, nell’ottica di una fruizione più ampia possibile, 365 giorni all’anno. Si tratta di un progetto da integrare poi con ulteriori iniziative che possano cogliere le occasioni del momento e arricchire un programma che ormai non può certo essere esclusivamente sciistico».


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