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Macbeth, versione cameristica a tutto ritmo: Pizzi 92 anni e Ceretta 25, la coppia funziona

ASCOLI - Pizzi bloccato a Venezia a causa di un abbassamento di voce: in videocall rinnova il suo amore per Ascoli. In carriera ha firmato sette Macbeth e ora è pronto per l'ottavo. Il presidente della Fondazione Rete Lirica delle Marche Francesco Ciabattoni: «La intendo anche come una rappresentazione del modo pessimo di fare politica che porta a conseguenze catastrofiche». Il sindaco Fioravanti: «Puntiamo su arte e qualità per allargare i confini di Ascoli»
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di Franco De Marco

 

Il Macbeth che ad Ascoli, nel Teatro Ventidio Basso, andrà in scena sabato 19 novembre (inizio alle 20,30), dopo l’anteprima giovani di questo pomeriggio giovedì 17 novembre (sala quasi tutta piena di ragazzi, confortante), ha tutte le caratteristiche di un evento lirico da non mancare e diventare addirittura un modello artistico. Merito soprattutto del super maestro Pier Luigi Pizzi che cura regia, scene, costumi e luci. A 92 anni  continua  a sfornare capolavori. Questa mattina non è potuto intervenire direttamente alla presentazione dell’opera, nel foyer del Teatro Ventidio Basso, perché alle prese con un abbassamento di voce che l’ha costretto a rimanere nella sua casa di Venezia. Anche da Venezia, però, in videocall, ha portato il suo saluto, ha fatto i complimenti a tutti i protagonisti della produzione in particolare al direttore della Fondazione Rete Lirica delle Marche Luciano Messi, ed ha illustrato le scelte artistiche di questa produzione.

 

Maestro, quanti Macbeth portano la sua firma? «Sette con questo e sono tutti diversi – ha risposto – ogni volta c’è qualcosa di nuovo da approfondire. In questa produzione mi sono misurato ad esempio con la tecnologia (i led wall che caratterizzano la scena, ndr). Mi dispiace molto non poter essere presente ad Ascoli città e teatro che amo molto e nei quali vengo sempre volentieri. Ho avuto un’intesa perfetta con il direttore dell’orchestra (Diego Ceretta, ndr). Abbiamo avuto la stessa chiave di lettura dell’opera. E il cast è straordinario». Ha concluso ipotizzando un’ottavo Macbeth a stretto giro. Teatri fatevi subito avanti. A 92 anni con un’energia, una curiosità e una voglia di fare da ragazzo.

 

Nella prima assoluta di Fermo questo Macbeth ha avuto un grande successo. Ora tocca ad Ascoli. Non è solo la firma di un monumento del teatro musicale  come Pier Luigi Pizzi, ma è che si è creata un’alchimia, dicono gli addetti ai lavori, come raramente accade. La recita di sabato sarà anche registrata dall’ascolana Xentex. Accanto di Pier Luigi Pizzi c’è un direttore d’orchestra (la Form), Diego Ceretta, dalla forte personalità e destinato sicuramente ad una luminosa carriera. Pizzi 92 anni, Ceretta 25 anni, 67 anni di differenza di età e di cultura, hanno formato artisticamente una coppia ideale come confessano entrambi. Ognuno ha dato qualcosa in più all’altro.

 

«E’ stata una scommessa – commenta Diego Ceretta al debutto nell’opera verdiana – perché il titolo è molto complesso. Lavorare con Pizzi è stato un onore e uno stimolo. Dal punto di vista musicale le streghe sono caratterizzate da un ritmo che permea tutti i cori. Abbiamo puntato sul ritmo scenico e drammaturgico che non significa correre. Alla fine c’è un Macbeth svuotato, distrutto. Anche dal punto di vista musicale Lady sembra più legata al mondo delle streghe che non a Macbeth, pensiamo alla cabaletta della sua prima aria in cui evoca gli spiriti maligni».

 

Fa notare il direttore artistico della Fondazione  Alessi Vlad: «Siamo riusciti a definire perfettamente la filosofia della progettualità della Fondazione che vuole far incontrare diverse generazioni (anche i cantanti sono giovani e di gran talento, ndr). Possiamo esserne fieri”. Il Macbeth di Giuseppe Verdi è un’opera particolarmente complessa ed impegnativa  tanto che è poco rappresentata anche nei teatri più grandi. “Non era mai stata messa in scena dalla Fondazione  – sottolinea Luciano Messi – e anche prossimamente vogliamo dedicarci a titoli mai rappresentati dalla Rete in questi anni».

 

Ma che Macbeth è ? E’ una versione essenzialmente cameristica con ritmo e tensione continui. «Abbiamo voluto asciugare Macbeth da tutti i presupposti del grand opera – ha dichiarato Pier Luigi Pizzi – mi sarebbe piaciuto anche non fare intervalli. Ho pensato ad un dispositivo scenico di tipo elisabettiamo con i potenti posti in alto a guardare tutti gli altri in basso prima di precipitare a loro volta. Irresistibili ascese e tragiche cadute. Macbeth e Lady Macbeth sono due mostri, una dominatrice e la sua vittima. Lady Macbeth proviene dal mondo delle streghe perché ne incarna lo stesso carattere satanico. Seduce il marito manipolandone l’indole fragilee, attraverso il sesso, per stimolare l’ossessiva voluttà del potere”. E’ opera per antonomasia della sete di potere che corrompe gli animi e porta anche ad uccidere. Il presidente della Fondazione Rete Lirica delle Marche, l’appassionato avv. Francesco Ciabattoni, dà la sua attualizzazione del messaggio scespiriano e verdiano: “Premesso che quest’opera è per la Fondazione un salto di qualità, io la intendo anche come una rappresentazione del modo pessimo di fare politica che porta a inevitabilmente a conseguenze catastrofiche». Buon intenditor intenda.

 

Il sindaco Marco Fioravanti, dopo aver fatto anche lui i complimenti a Luciano Messi («un lavoro in silenzio») ha detto: «Ascoli sta puntando molto sull’arte e sulla qualità. Dobbiamo alzare sempre più l’asticella della qualità per allargare i confini. Vogliamo portare il mondo ad Ascoli».  L’assessore comunale all’istruzione Donatella Ferretti: «E’ stato fatto un buon lavoro per coinvolgere le scuole e per far crescere una nuova generazione di spettatori. La Rete Lirica delle Marche è un gioiello». Alla presentazione è intervenuto anche Alessio De Vecchis, vice presidente dell’associazione Coro del Teatro Ventidio Basso, che nell’opera svolge un ruolo di primissimo piano (ecco un motivo in più per non perdersi lo spettacolo), ricordando che già nel 2014 si era pensato di mettere in scena Macbeth.

 

Anche per sabato i biglietti sono in via di esaurimento. Finalmente sembra che il pubblico abbia riscoperto l’interesse per la lirica che ultimamente sembrava essersi affievolito. Gli intepreti dell’opera sono il baritono Gezim Myshketa nel ruolo del titolo, il tenore Gianluca Margheri (Banco), il soprano Lidia Fridman (Lady Macbeth), poi Melissa D’Ottavi (Dama di Lady Macbeth), Matteo Roma (Macduff), Giuseppe Settanni (Malcom), William Currò (Un domestico di Macbeth, il sicario, l’araldo, il medico e I apparizione) , Francesco Campoli (II apparizione) e Giovanni Lanzarone (III apparizione e Fleanzio). Nella recita di questo pomeriggio il ruolo del titolo è stato interpretato da Elein Adil.

 

 


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