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Polizia, il “Piano di potenziamento” destina al Piceno solo quattro operatori: il Sap alza la voce

ASCOLI - Il segretario provinciale del sindacato, Massimiliano d'Eramo: «Come le altre Forze dell'ordine, abbiamo assicurato alla nostra provincia una sicurezza da record. Continueremo a fare il nostro dovere con la solita abnegazione, ma dobbiamo essere aiutati per poter aiutare»
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di Andrea Ferretti

 

Un’Alfa Romeo 2000 da duecento cavalli e due moto Yamaha Tracer 9 le novità annunciate lo scorso 4 novembre dalla Questura di Ascoli. Mezzi a quattro e due ruote, potenti e fiammanti, che sono stati assegnati dal Ministero dell’Interno alla provincia di Ascoli, ovvero a disposizione della Questura del capoluogo e del Commissariato di San Benedetto dove vanno a rafforzare l’attuale parco macchine.

 

Non viene però altrettanto rafforzato il personale che presta servizio nel Piceno. In base al nuovo “Piano di potenziamento” licenziato dal Ministero dell’Interno, infatti, nella provincia di Ascoli saranno inviati solo quattro nuovi dipendenti, di cui uno di nuova nomina.

 

Il primo a restare senza parole è il segretario provinciale del sindacato di Polizia Sap, Massimiliano d’Eramo.

 

«Pochi giorni fa con profondo disappunto sono venuto a conoscenza che, nonostante l’attenzione da me richiesta sull’argomento, arriveranno solo quattro poliziotti. La notizia è quantomeno preoccupante perchè è improbabile definire “ piano di rinforzo ” un piano che assegna ad una intera provincia solo quattro operatori della Polizia di Stato. Soprattutto – dice d’Eramo – se si considera che l’organico nel 2022 si è ridotto, per pensionamenti o passaggi ad altra Amministrazione di ben diciotto unità. Non solo ma l’organico si ridurrà di ulteriori quindici operatori anche nel 2023. Senza sollevare inutili allarmismi, appare evidente l’impoverimento del personale di Pubblica Sicurezza che produrrà una contrazione dell’attività della Polizia.

 

Chi ne subirà le conseguenze peggiori – aggiunge – non sarà solo il personale sempre più oberato ma la comunità, sia in termini di servizi al cittadino che di prevenzione e repression e dei reati. Non vogliamo indicare colpevoli, nè possiamo imputare al Governo appena insediatosi quanto già deciso da quello precedente, nè tantomeno al questore o al prefetto i quali, in occasione degli incontri avuti con loro, hanno condiviso le nostre stesse preoccupazioni assicurando il massimo sforzo per risolverle.

 

A tal proposito – prosegue d’Eramo – annotiamo con piacere il recente “richiamo” del prefetto al sindaco di San Benedetto al fine di provvedere ad armare il personale della Polizia Municipale, così come già approvato dall’Amministrazione comunale di Ascoli. Anche in virtù di questo, è evidente come si voglia mantenere alti gli standard di sicurezza per i cittadini. Il mancato investimento sulla sicurezza, sia nazionale che locale, comporterà inevitabilmente maggiori problemi da affrontare.

 

Donne e uomini della Polizia di Stato, che come le altre Forze dell’ordine hanno sempre assicurato a questa nostra provincia una sicurezza da record sul piano nazionale – conclude il segretario del Sap – continueranno a fare il loro dovere con la solita abnegazione, ma devono essere aiutati per poter aiutare».


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