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IGF Italia 2022: Onu e internet al forum per la governance della rete

IL DIGITALE come chiave di crescita e pace per le Comunità. Mille partecipanti online per l'apertura alla Loggia dei Mercanti di Ancona. Il presidente della Camera di Commercio delle Marche e vice presidente di Unioncamere Gino Sabatini: «Siamo onorati di ospitare questo evento, ed è significativo che si svolga nelle Marche»
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Gian Luca Gregori, Andrea Prete, Gino Sabatini, Mattia Fantinati

 

Loggia dei Mercanti gremita e mille partecipanti on line per l’apertura dell’IGF Forum Italia 2022 ; un viaggio a 360 gradi nel cyberspazio, nella dimensione di internet e della rete. L’edizione 2022 di IGF Italia (Internet Governance Forum), organizzata dalla Camera di Commercio delle Marche, in collaborazione con l’Università Politecnica delle Marche, è in corso nella splendida cornice della Sala Loggia dei Mercanti di Ancona. La due giorni offre molti panel in presenza e online, con relatori illustri, per un ventaglio di spunti e riflessioni che va dalla cybersicurezza alla crescita digitale delle imprese, dai big data alle potenzialità dell’intelligenza artificiale, dal digital divide ai cambiamenti nel mondo del lavoro, fino all’informatizzazione delle pubbliche amministrazioni, agli open data e alle evoluzioni del concetto di cittadinanza digitale. Senza dimenticare le frontiere della telemedicina, i temi della sostenibilità e persino l’impatto delle nuove tecnologie sul settore agroalimentare.

 

IGF Italia (circa 60 aderenti tra enti, aziende e associazioni) è il luogo di incontro multilaterale e “multi-stakeholder” promosso dalle Nazioni Unite a partire dal 2006 per rendere internet sempre più a misura di persona e di cittadino. L’obiettivo dell’associazione è strutturare progetti e proposte in materia di policy e regolazione per migliorare il governo italiano e globale della rete, grazie all’ampia partecipazione dei più importanti stakeholder scientifici, tecnici, economici e istituzionali. Sono infatti presenti ad Ancona, tra gli altri, Agid, Anac, Agcom, Unioncamere, Cnr, Garante privacy, Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale e poi Meta, Amazon, Tik Tok, General Electrics, Hpe, WindTre, Tim, Leonardo. I risultati della densa due giorni marchigiana alimenteranno poi la discussione durante il 17esimo IGF – Internet Governance Forum globale dell’Onu, previsto ad Addis Abeba, in Etiopia, dal 28 novembre al 2 dicembre.

 

Sul fronte della competitività del sistema economico italiano, ad esempio, si ragiona attorno ai dati di Anitec-Assinform (Confindustria), secondo cui la spesa B2b per investimenti in digitale delle imprese ha raggiunto nel 2021 i 44,5 miliardi di euro, con una crescita del 7,4% rispetto al 2020: una spinta dovuta in gran parte alla pandemia e che, tuttavia, vede ancora le Pmi adeguarsi con più lentezza all’inevitabile cambio di paradigma. L’Italia sta comunque provando a recuperare i suoi gap storici e infatti gli investimenti in tecnologie digitali hanno riguardato il 65% delle nostre aziende, una percentuale superiore alla media Ue (61%) e in linea con gli Usa. Interessante, tra gli altri, anche lo studio del Pid-Osserva, Osservatorio Nazionale dei Punti Impresa Digitale delle Camere di commercio di Unioncamere-Dintec, secondo cui negli ultimi quattro anni la cybersicurezza risulta essere l’obiettivo tecnologico in testa agli impegni di spesa, con un incremento del 9,05% nel periodo 2018-2021, persino più dell’e-commerce (8,95%), dei sistemi di pagamento mobile internet (8,13%) e del cloud (7,64%).

 

«La nostra missione è contribuire a rendere internet un luogo democratico, sicuro, in grado di farci crescere e di aiutarci a difendere i nostri diritti – spiega il Presidente di IGF Italia, Mattia Fantinati – La tecnologia non aspetta: pensiamo soltanto al metaverso, alla realtà aumentata o all’internet delle cose. Ecco perché come IGF Italia siamo impegnati su mandato delle Nazioni Unite nell’elaborazione delle migliori proposte per la governance di internet. Pensiamo all’importanza della tutela della privacy o al valore degli open data: una piena cittadinanza, ormai, è tale solo se è anche digitale. Lo scopo è utilizzare l’innovazione per arricchirci, secondo un principio che amo definire di “umanità aumentata” e che ci spinge a migliorare sempre di più l’intima relazione che abbiamo con il cyberspazio».

 

«Siamo onorati di ospitare l’evento IGF Italia 2022 – dichiara Gino Sabatini, presidente della Camera di Commercio delle Marche e vice presidente di Unioncamere – ed è significativo che tale evento si svolga nelle Marche. La nostra regione sembra aver subito più di altre gli effetti delle crisi che si sono succedute negli ultimi 14 anni, dagli shock economico-finanziari, alla pandemia, ed anche alle calamità naturali; ma le Marche sono una regione vitale, e connotata da elevata vocazione imprenditoriale, da forte senso di coesione e inclusione sociale. È con questa consapevolezza che ci siamo impegnati e lo faremo ancora, nel cercare di dare risposte efficaci sui temi dello sviluppo, tra i quali, appunto, il digitale. Con l’azione del nostro Punto Impresa Digitale siamo già attivi e riferimento per l’assistenza alle imprese nelle sfide dell’innovazione. Il dibattito sull’evoluzione della rete che oggi parte da qui ci pone di fronte alla scommessa di poter andare, insieme, sempre più lontano. IGF Forum – ha proseguito – avviene sotto l’egida dell’Onu cui logo così familiare campeggia nel nostro materiale comunicativo a evocare precisi valore di sviluppo e pace. Il Global Digital Compact proposto dal segretario generale delle Nazioni Unite indica, tra le priorità, quella di “Connettere tutte le persone a Internet, comprese tutte le scuole. L’accesso ad Internet è uno spartiacque fra inclusione ed esclusione sociale. Chi non è connesso, infatti, non può più esercitare pienamente i suoi diritti di cittadinanza; dal digitale dipendono il diritto al lavoro, alla salute, all’istruzione e all’informazione. L’accesso ad Internet è un elemento inscindibile dalla tutela dei diritti umani online in cui rientrano, in particolare, il diritto degli utenti di esprimersi liberamente nonché l’esercizio illimitato della partecipazione democratica e politica».

 

Alla plenaria IGF ha preso parte anche il presidente di Unioncamere Andrea Prete: «Il sistema camerale ha maturato la consapevolezza che le reti e le competenze digitali, insieme alle tecnologie 4.0, sono tra i più potenti fattori che agevolano lo sviluppo locale e la competitività del sistema produttivo. Il digitale, infatti, innova l’attività delle imprese, migliora la vita dei cittadini, è indispensabile ai giovani per inserirsi nel mondo del lavoro. Per questo, nell’ambito del programma delle Nazioni Unite e per iniziativa lanciata da IGF Globale, il 25 novembre, sarà avviata in 10 classi degli Istituti professionali di diverse città (tramite i protocolli che Unioncamere ha sottoscritto con le reti degli ITS, ad esempio della meccatronica, agrario, turistico) la prima edizione della “Scuola di Internet per le scuole”, rivolta agli studenti del triennio delle scuole secondarie superiori. Un esempio concreto dell’impegno di investire per una cultura digitale responsabile fin dalla scuola e sensibilizzare i giovani studenti alla importanza dell’investimento formativo per le competenze digitali».

 

Il governatore delle Marche Francesco Acquaroli ha parlato dei «limiti infrastrutturali delle Marche, autostradali, ferroviarie, aeroportuali ferroviarie, che rallentano movimenti e connessioni materiali, cui si sta lavorando consapevoli che non si tratta di un percorso breve: costruire una strada richiede più tempo del realizzare una rete digitale. Le infrastrutture immateriali non sono meno urgenti e sono necessarie a imprese, giovani, a tutti gli attori dello sviluppo del territorio. Sfida digitale può essere affrontata in modo relativamente agile e veloce purchè la si affronti in forma aggregata».

 

Il rettore dell’Unipm Gian Luca Gregori ha posto l’accento sulle competenze digitali che rinnovano le professioni e sono sempre più richieste per i processi di creazione di valore delle imprese, e non riguardano solo i lavori digitali in senso stretto, ma sono richieste per tutti le professioni, tanto da ridefinirne ruoli, mansioni e routine. «La nostra regione può migliorare sul fronte delle infrastrutture digitali, in particolar modo nelle zone interne. A questo si aggiunge il tema delle competenze su cui l’Università Politecnica delle Marche sta lavorando molto, offrendo corsi che vanno in quella direzione, con un approccio multidisciplinare che mette insieme competenze di aree differenti. Vanno in questa direzione i 6 nuovi corsi, due Centri interdipartimentali e 22 Spinoff che operano nel settore ICT o con tecnologie ICT applicate ad altri settori tecnici, su 60 costituiti in totale dall’Ateneo».

 

Le ultime rilevazioni sui fabbisogni professionali delle imprese indicano con quale grado di importanza le imprese richiedano alle figure professionali, oltre alle competenze specialistiche legate alla singola professione, le seguenti competenze per il digitale: uso di tecnologie Internet, e capacità di gestire e produrre strumenti di comunicazione visiva e multimediale, per organizzare e valutare informazioni qualitative e quantitative, capacità di gestire soluzioni innovative applicando tecnologie (digitali) robotiche, big data analytics, internet of things, ecc. ai processi aziendali, anche in linea con quanto previsto nel ‘Pacchetto Industria 4.0.

 

Presenti anche il senatore Guido Castelli, il prefetto di Ancona Darco Pellos, l’assessore allo Sviluppo Economico della Regione Marche Andrea Antonini, il segretario generale di Unioncamere Giuseppe Tripoli, i rappresentanti delle Associazioni di categoria marchigiane e autorità militari .


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