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Crisi in maggioranza, è resa dei conti con Luciana Barlocci

SAN BENEDETTO - La consigliera di Rivoluzione Civica al bivio: rimanere in una maggioranza di cui non ha approvato le variazioni al bilancio, oppure entrare a far parte dell'opposizione
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Il sindaco Antonio Spazzafumo e la consigliera Luciana Barlocci

 

di Giuseppe Di Marco

 

Va in scena una nuova crisi in maggioranza consiliare. Dopo il voto contrario alle variazioni di bilancio e le dichiarazioni fatte a pochi giorni dall’assise da Luciana Barlocci, le restanti liste della coalizione hanno chiesto al sindaco Antonio Spazzafumo di chiarire la posizione della stessa, che attualmente milita nel gruppo di Rivoluzione Civica.

 

Il primo cittadino, in definitiva, dovrà incontrarsi con i referenti di Rivoluzione Civica per capire quali siano le intenzioni politiche della consigliera ex Libera. Ma non solo. Il confronto sarà utile per capire anche quale sia la posizione della stessa lista: vale la pena ricordare, infatti, che da diversi mesi i membri del gruppo guidato da Simone De Vecchis esprimono critiche nei confronti della maggioranza di cui fanno parte e soprattutto nei riguardi del sindaco, al quale è stata chiesta una maggiore condivisione dei contenuti e delle iniziative di volta in volta presentate in commissione o in Consiglio.

 

Se il resto di Rivoluzione Civica dovesse schierarsi a favore di Barlocci, allora la spaccatura di maggioranza potrebbe rivelarsi ben più ampia di quanto si pensasse. A quel punto, infatti, verrebbe chiesto ai “dissidenti” di scegliere una strada, rimanendo in maggioranza senza creare strappi in Consiglio, oppure migrando in minoranza, come peraltro fatto da Giorgio De Vecchis (ex San Benedetto Viva).

 

Secondo indiscrezioni, comunque, la rottura tra Spazzafumo e Barlocci sarebbe definitiva. Il punto di non ritorno, come si diceva, sarebbe rappresentato dal voto contrario, con cui Barlocci ha espresso tutto il proprio dissenso nei confronti di diverse variazioni di bilancio. Dissenso che, per il resto della coalizione, non sarebbe dovuto andare oltre le riunioni di maggioranza ed eventualmente le commissioni.

 

Se invece lo strappo dovesse coinvolgere tutta la lista, allora la crisi sarebbe ben più ampia, in quanto si provvederebbe anche a revocare le deleghe di assessore ad Andrea Sanguigni.


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