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Riccardo Sgattoni e Massimo Murano espongono in Corso Mazzini

DUE ARTISTI legati ad Ascoli, protagonisti di una mostra dal tema fuori stagione. L’immensità di mari e deserti che invitano alla ricerca di noi stessi nel concitato trambusto dello shopping natalizio. Aperta, con ingresso libero, resterà aperta fino all’8 gennaio  
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Massimo Murano e Riccardo Sgattoni

 

di Walter Luzi

 

Il mare a Natale. In Ascoli. Onde e panettone, vele e presepe rappresentano accostamenti assolutamente dicotomici. Ma la bellezza e l’immensità del mare, il suo affascinante richiamo non smettono di stupire l’infreddolito visitatore natalizio in un angolo incantato al civico 111 di Corso Mazzini. Due passi da piazza Sant’Agostino, lungo l’antico decumano massimo romano che taglia in due, da ovest ad est, il centro storico di Ascoli.

 

Sono Riccardo Sgattoni e Massimo Murano gli artisti che hanno scelto questo particolare periodo dell’anno per esporre le loro opere nella mostra denominata “Happy New Art”, visitabile fino all’8 gennaio. Curriculum nutriti di premi e manifestazioni che li hanno visti protagonisti, le mostre prestigiose, in Italia e in Europa, che hanno accolto i frutti della loro sensibilità artistica, parlano della loro ispirazione che nasce dai grandi spazi aperti. Gli oceani come i deserti. Le veline leggere e vulnerabili di Riccardo Sgattoni, cinquantatreenne ascolano, sono inquiete come le nostre anime di fronte all’infinito. Che ci attrae irresistibilmente con i riflessi di un azzurro senza confini e, nel contempo, ci insidia con le minacce di un ignoto sempre incombente.

 

Su quelle onde tridimensionali, multistrati possenti stesi dall’artista con paste acriliche e colori ad olio, si possono leggere la meraviglia e la solitudine della grande traversata. Quella di ciascuno di noi dentro di noi, e nella sfida quotidiana dentro il mare immenso della vita. Massimo Murano, toscano di Livorno, vive e lavora ad Ascoli. Amante del mare, dei viaggi e delle regate a vela. Dipinge tra le vigne, gli olivi e il mare, osservando con curiosità le onde, sempre diverse e particolari, che fanno da filo conduttore alle sue opere. Il colore del Mediterraneo, delle sue sponde e il vento che dalla nascita non smette di riempirgli gli occhi e fischiargli nelle orecchie. Irrequietezza interiore che lo porta a conoscere anche il mal d’Africa.

 

Dalla fine degli anni settanta ha attraversato più volte il deserto del Sahara, conoscendo luoghi magici che influenzeranno nei soggetti e nel colore molte delle sue opere. Le sue creazioni “imballaggi” vengono realizzate riciclando vecchie vele che hanno conosciuto tempeste, carte nautiche, scatole di pesce, che grazie a lui ritrovano nuova vita e assumono diversa, e più profonda, espressione. C’è da imparare anche. “The relic, La reliquia” ci illumina sulle origini del simbolo universale della pace che incorpora, in pochi lo sanno, le lettere dell’alfabeto semaforico navale. La N e la D chiuse in un cerchio. La N e la D di Nuclear Disarmement.

 

E poi le bandiere multicolori dell’International Nautical Code Flags  a comporre LOVE. Una parola che ritorna nel motto di Riccardo Sgattoni. “Without sea or without you, i would be without me”. Senza mare o senza te, sarei senza me. Senza mare, amore o arte saremmo lontani dell’essere vivi.

 

 

 


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