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Riflettori accesi sul Consiglio comunale, la minoranza: «Non ci riteniamo regolarmente convocati»

SAN BENEDETTO - Per i consiglieri di Fratelli d'Italia, Forza Italia, Lega, San Benedetto Protagonista, Verdi, Pd, Articolo Uno e Nos un episodio del genere non si sarebbe mai verificato nell'arco degli ultimi 30 anni
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Lorenzo Marinangeli (Lega), Emanuela Carboni (San Benedetto Protagonista), Aurora Bottiglieri (Pd, Articolo Uno e Nos), Giorgio De Vecchis (gruppo misto), Annalisa Marchegiani (Verdi), Pasqualino Piunti (Forza Italia), Nicolò Bagalini e Andrea Traini (Fdi)

 

di Giuseppe Di Marco

 

La minoranza accende i riflettori sul Consiglio comunale tenutosi il 31 dicembre: secondo i membri dell’opposizione, l’assise di fine anno non sarebbe stata convocata regolarmente, visto che in prima convocazione la riunione non è andata deserta. Il gruppo ha quindi inviato una lettera di contestazione al Comune, al prefetto e al Ministero dell’Interno.

 

Il fatto, se fosse confermato, avrebbe delle conseguenze di notevole importanza. Se il Consiglio venisse invalidato, le delibere in esso approvate verrebbero annullate. Fra queste figura anche quella sulla modifica al regolamento per i controlli interni. Un atto che la Corte dei Conti imponeva di approvare entro il 31 dicembre.

 

«Negli ultimi 30 anni cose del genere non si sono mai viste – attacca Giorgio De Vecchis (gruppo misto) – Ci troviamo di fronte ad un Consiglio irregolarmente convocato perché non c’è stata seduta deserta. E poi alle 13 non c’era nessuno: andava considerato deserto anch’esso. Inoltre non è stata citata la Pec che avevamo inviato prima del Consiglio. La maggioranza si è arroccata e chiusa in sé stessa. E di fatto non viene considerato parte della maggioranza chi continua a rispettare il proprio impegno nei confronti dei cittadini». Il riferimento, oltre che allo stesso De Vecchis, si estende alla consigliera Luciana Barlocci.

 

«Sul segretario generale segnaleremo la cosa a chi di dovere – continua De Vecchis – E il presidente del Consiglio comunale? Totalmente assente, sarebbe da sfiduciare immediatamente. Se questo Consiglio viene dichiarato nullo si prospetta una serie di danni per il Comune e la città».

 

Alle rimostranze si unisce anche l’ex sindaco Pasqualino Piunti: «Ci siamo messi all’ascolto di questo consiglio anomalo, durante il quale è stata stigmatizzata l’assenza della minoranza – aggiunge il consigliere di Forza ItaliaNoi abbiamo messo sin da subito a disposizione la nostra esperienza. La minoranza non guarda alle bandiere, ma lancia un segnale di grande responsabilità che dimostra quanto teniamo alla città. E chi nel 2011 ha subito una sconfitta sarebbe meglio che non facesse riferimento a farmaci, visto che peraltro è stato sfiduciato da presidente del consiglio comunale nel 2017». La frecciata è in questo caso indirizzata all’assessore all’urbanistica Bruno Gabrielli, che ha recentemente consigliato l’uso del Maalox a chi non si rassegna per la sconfitta elettorale.

 

Ma la carrellata include anche il centrosinistra: «Nell’ultima convocazione è mancato palesemente il motivo d’urgenza – afferma Annalisa Marchegiani (Verdi) – La democrazia innanzitutto è rispetto della legalità e noi non ci riteniamo regolarmente convocati. E poi, dov’era il sindaco nel consiglio del 28? Non ho udito nulla da lui». Linea sposata in toto da Aurora Bottiglieri: «Abbiamo opinioni diverse, ma oggi ci ritroviamo uniti nel dire che l’atteggiamento della maggioranza è stato scorretto – conclude la consigliera di PdArticolo UnoNosVorrei ricordare alla maggioranza che mesi fa si alzò durante la discussione sulla mia mozione riguardo la sanità».


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