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“Protocollo Zeus” per combattere la violenza aiutando i violenti

ASCOLI - Nell’ambito della campagna nazionale della Polizia di Stato “Questo non è amore", è stato firmato in Questura tra il questore Vincenzo Massimo Modeo e il sindaco di Macerata Sandro Parcaroli, referente regionale
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Nell’ambito della campagna nazionale promossa dalla Polizia di Stato “Questo non è amore” si allargano gli strumenti di prevenzione per debellare il fenomeno della violenza nei confronti delle donne.

 

Il questore Modeo e il sindaco Parcaroli

E’ appunto il “Protocollo Zeus”, firmato oggi, venerdì 13 gennaioo, nella Questura di Ascoli tra il sindaco di Macerata, Sandro Parcaroli, in qualità di presidente del Comitato dei sindaci dell’Ats 15, ente referente regionale per la realizzazione del “Sistema regionale sperimentale di servizi e interventi rivolti agli uomini autori di violenza”, e il questore di Ascoli Vincenzo Massimo Modeo.

 

Un modello d’azione innovativo che amplia l’efficacia dell’Ammonimento del Questore, consentendo di invitare i soggetti colpiti dal provvedimento a sottoporsi ad un programma di recupero, con supporto psicologico e di prevenzione, appositamente organizzato dai servizi presenti sul territorio.

 

I risultati dimostrano che gli interventi preventivi rivolti agli autori delle violenze sono complementari alle misure adottate a sostegno delle vittime. Con il “Protocollo Zeus” i tempi degli interventi si accorciano, si incide prima che le condotte diventino penalmente rilevanti. Il questore ammonisce e l’ultimatum aiuta ad evitare l’escalation di violenza. Infatti con questo strumento si proteggono le vittime e contemporaneamente si rieducano i maltrattanti, creando un percorso volontario di recupero.

 

Con il “Protocollo Zeus” si è creata una rete di supporto per contrastare la violenza di genere e prevenire condotte violente tramite una co-progettazione tra più partner istituzionali e privati tra i quali l’associazione “On The Road” che permetterà una maggiore deterrenza e prevenzione di condotte gravemente lesive della libertà personale e dell’integrità della persona, in grado quindi di contrastare efficacemente anche il pericolo di recidive.


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