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Sanità, sindacati inferociti: «Inaccettabile l’indisponibilità della neo commissaria dell’Ast, situazione sull’orlo del baratro»

ASCOLI - Fumata nera dopo l'atteso faccia a faccia con Vania Carignani e dopo che gli stessi sindacalisti avevano cancellato un sit-in all'ospedale Mazzoni decidendo di partecipare al confronto. Cgil, Cisl, Ugl, Fials e Rsu: «Non ha fornito alcuna assicurazione sulle soluzioni, né si è impegnata ad affrontare la gravissima carenza di risorse finanziarie che da anni affligge la Sanità del Piceno. Organizzeremo plateali forme di protesta per richiamare l’attenzione della collettività sulla drammatica situazione in cui versano i servizi sanitari del nostro territorio»
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La recente protesta dei sindacalisti della Sanità picena davanti la sede della Regione Marche

 

Fumata nera, anzi nerissima, dopo il confronto tra Rsu e rappresentanti sindacali dell’Ast Ascoli (ex Area Vasta 5) e la commissaria straordinaria Vania Carignani. Sul tavolo le numerose, gravi e finora mai risolte problematiche del personale.

 

«Ma la dirigente – raccontano i sindacalisti – non ha fornito alcuna assicurazione in merito a soluzioni e delle stesse, né si è impegnata ad affrontare con la necessaria determinazione la gravissima carenza di risorse finanziarie che da anni affligge la sanità del Piceno».

 

Sono tutti molto delusi e arrabbiati Viola Rossi della Fp Cgil, Giorgio Cipollini della Cisl Fp, Benito Rossi dell’Ugl Salute, Fausto Menzietti della Fials e il coordinatore della Rsu Paolo Grassi.

 

E passano ad elencare le motivazioni con cui giudicano «inaccettabile l’indisponibilità della neo commissaria, nominata direttamente dalla Regione Marche, ad affrontare con assoluta tempestività alcune problematiche enunciate nel corso della riunione, rifiutandosi di calendarizzare ulteriori incontri, nonostante l’incarico di commissaria straordinaria abbia scadenza il prossimo 28 febbraio, ed insinuando quindi il forte dubbio che il suo intento sia quello di procrastinare i problemi in attesa delle nuove nomine che verranno decise dai vertici regionali. Per questo, nel preannunciare l’applicazione della clausola risolutiva contemplata nell’accordo dell’8 febbraio 2022 relativo all’utilizzo dei Fondi 2021, confermiamo lo stato di agitazione del personale e ci riserviamo di indire plateali forme di protesta per richiamare l’attenzione della collettività sulla drammatica situazione in cui versano i servizi sanitari del Piceno».

 

Gli ospedali di Ascoli e San Benedetto e, nel riquadro, Vania Carignani

Ecco i motivi di tale decisione:

 

– La Regione Marche non ha rispettato e continua a non rispettare la Legge che essa stessa ha emanato (legge regionale n.8 del 21/3/2017) sulla ripartizione delle risorse;

 

– I rappresentanti della stessa Regione non onorano gli impegni assunti con i rappresentanti sindacali (incontro del 20 dicembre 2022);

 

– L’Asur non rispetta gli impegni sottoscritti (accordo dell’8 febbraio 2022) ed ha alimentato, nel tempo gli squilibri territoriali;

 

– Per tali motivazioni i dipendenti della già Area Vasta 5 sono stati costretti ad autofinanziarsi, per alcuni anni, il pagamento delle indennità contrattuali a discapito del premio di produttività;

 

– Allo stato attuale tantissimi operatori hanno cumulato circa cento giorni di ferie;

 

– I medesimi dipendenti, in violazione alle disposizioni contrattuali, sono chiamati a sostenere anche quindici turni mensili di reperibilità, sono spesso obbligati a saltare turni di riposo settimanale, da da tre anni non viene loro pagato il lavoro straordinario con l’obbligo di recuperi orari, pressoché impossibili da attuare, non vengono pagate le indennità covid e malattie infettive, non sono stati riconosciuti i tempi di vestizione per indossare i presidi anti covid, a molti di loro è negato il diritto alla mensa, le mansioni di coordinamento, in 27 unità operative, sono svolte da facenti funzioni senza alcun tipo di compenso, così dicasi per 8 posizioni vacanti;

 

– La Regione Marche nel triennio 2022-2024, mentre ha previsto per le strutture sanitarie presenti nelle province di Pesaro Urbino, Ancona, Macerata e Fermo un sostanziale incremento di diversi milioni di euro per la spesa del personale, per Ascoli ha invece deliberato una riduzione di detta spesa per un milione 838.976 euro dimostrando così la chiara volontà di voler penalizzare questo territorio;

 

– La nascita del nuovo ospedale di secondo livello presso la vicina città di Teramo e l’apertura a giugno del nuovo ospedale di Fermo imporrà ai cittadini del Piceno una forte mobilità verso strutture più qualificate con conseguente ulteriore depauperamento del servizio sanitario pubblico locale.

 

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