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“Giornata della memoria”, al Liceo Rosetti la testimonianza di Giuliana Vannini

SAN BENEDETTO - Servigliano testimone della tragedia con le parole della figlia, che allora aveva 4 anni, di Grete Schattner, ebrea che fu costretta a interrompere gli studi universitari e a sposare l'amato Uberto, deportata nel campo di sterminio di Birkenau. La visita al campo del piccolo centro fermano e l'incontro con Paolo Giunta La Spada, direttore scientifico della "Casa della Memoria"
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Un percorso articolato e profondo quello che il Liceo “Rosetti” di San Benedetto ha proposto ai propri studenti delle classi quinte per riflettere sulla “Giornata della memoria”. Un progetto iniziato a novembre con la formazione e lo studio delle realtà concentrazionarie nelle Marche, grazie al contributo dello storico Costantino Di Sante, la visita al campo di Servigliano e l’incontro con Paolo Giunta La Spada, direttore scientifico della “Casa della Memoria” di Servigliano con la testimonianza di Giuliana Vannini.

 

L’appuntamento con la Vannini è stato un momento di partecipazione attiva dei ragazzi che hanno condiviso il dolore e la difficoltà nel mettere a nudo le sofferenze, subite dall’età di 4 anni e sottaciute fino al momento della visita al campo di Servigliano avvenuta nel 2019.

 

Infatti Grete Schattner, mamma di Giuliana, ebrea di lingua tedesca prossima alla laurea in Medicina ma costretta ad interrompere gli studi e non potersi sposare con il suo amato Uberto per colpa delle leggi razziste del 1938, venne deportata da Servigliano, dove rimase per sette mesi, trasferita a Fossoli e infine uccisa nel campo di sterminio di Birkenau.

 

Giuliana all’epoca è una bambina di soli 4 anni che non riesce a comprendere la perdita della mamma, ma sente il peso dell’appartenenza ad una “famiglia colpevole” di qualcosa che non sa spiegare. Tutto intorno a sé ha un alone di mistero, anche l’atteggiamento dei nonni che, sebbene amorevoli con lei, non le perdonano le sue origini. Un dramma personale e familiare che è stato ricostruito dal professor Giunta La Spada nel suo libro “Servigliano-Auschwitz. La storia di Giuliana Vannini”.

 

«Giuliana Vannini ha ripercorso il proprio vissuto, condividendo con gli studenti le remore e l’amore civico grazie al quale è riuscita a superare la reticenza, mutuata dalla sofferenza nel far riemergere la propria vicenda familiare, e il conseguente senso di vergogna e d’impotenza» il commento della professoressa Lidia Bartolomei, docente coordinatrice del Dipartimento di Storia e Filosofia, che ha sottolineato anche la grande commozione e la vicinanza a questa signora di 84 anni da parte degli studenti e le numerose domande per gli approfondimenti“.

 

Ma il progetto non si è chiuso con l’incontro: le classi quinte del Liceo concluderanno il percorso compiuto con una restituzione rivolta a tutti gli studenti dell’Istituto, mediante l‘allestimento di una mostra, arricchita da video, brochure, letture e attività interattive per diffondere l’esperienza e trasmettere i valori del ricordo.


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