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Il centro storico, Italia Nostra: «Bene il rilancio con la funzione sociale, ma affiancata alla fruizione pubblica degli edifici più prestigiosi»

ASCOLI - Intervento del presidente della sezione locale, Gaetano Rinaldi, sull'impiego di palazzi, caserme e conventi di elevato valore storico, per residenze a prezzi calmierati. Le proposte per un utilizzo che restituisca al cuore della città il suo ruolo centrale
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Piazza del Popolo e, nel riquadro, Gaetano Rinaldi

 

 

«Il centro storico di Ascoli sta perdendo progressivamente la centralità rispetto al tessuto urbano cittadino, sia a causa dello scivolamento ormai consolidato della residenzialità verso le periferie e  le aree costiere, sia per il progressivo decremento demografico aggravato dalla fuga di gran parte dei giovani»: sono considerazioni di Gaetano Rinaldi, presidente della sezione ascolana di Italia Nostra che fa notare anche l’impegno, da parte dell’Amministrazione comunale, di «porre fine a questo fenomeno facendo ricorso allo strumento della cosiddetta “abitazione o residenza sociale”. 

In pratica si trasformano edifici di proprietà pubblica e di prestigiosa struttura architettonica, in abitazioni da concedere in locazione con prezzi calmierati alle famiglie non in grado di pagare affitti eccessivi».

 

«Dopo la destinazione ad “abitazioni e residenze sociali” del prestigioso Palazzo Sgariglia e dei locali dell’imponente Monastero delle Suore del Bambin Gesù di Corso di Sotto – continua Rinaldi –  che ha determinato, specie per il primo edificio, l’utilizzazione a dir poco incongrua dei saloni del piano nobile, ricchi di affreschi, dove sembra siano stati addirittura sistemati dei servizi igienici, senza peraltro che questa utilizzazione abbia prodotto effetti positivi apparenti sulla rivitalizzazione del Centro Storico, ora si ripropone lo stesso schema per la utilizzazione dei fondi Pinqua, diventati nel frattempo fondi del Pnrr, per il complesso dell’ex Convento di San Domenico.

Ancora, si ipotizza un intervento di abitazione o residenza sociale per la Caserma Vecchi ex Convento dei Carmelitani, per i locali di Via Giusti, in atto utilizzati come sede di vari uffici comunali.
Un intervento, più complesso, per il Palazzo Saladini Pilastri da far diventare un vero centro del settore sociale con la realizzazione di un albergo e un ristorante etico, un Poliambulatorio, e probabilmente di locali da destinare alle associazione del Terzo Settore.

 

«E’ evidente – sono ancora le parole del presidente di Italia Nostra – che non si può mettere in discussione la validità della funzione sociale delle previste destinazioni degli edifici utilizzati.

Rimane solo il dubbio sulla efficacia degli interventi che verranno effettuati sull’avvio del processo di rivitalizzazione e sul rilancio del ruolo del centro storico.

Invece, come indicato a più riprese dalla nostra sezione, il risultato si otterrebbe creando laboratori nei tanti edifici e le chiese in condizione di abbandono.

Proprio per questo vorremmo che sia prevista una fruizione pubblica almeno in parte degli edifici che verranno utilizzati per una prevalente funzione sociale.

Così per il Convento di San Domenico si dovrebbe prevedere la fruizione pubblica del Chiostro e dei locali contigui dove sono presenti o almeno si spera siano ancora presenti importanti affreschi.

Per quanto riguarda i locali dell’antico Convento dei Carmelitani, ora ex Caserma Vecchi, è prevista opportunamente la realizzazione di un Polo Educativo di Eccellenza oltre ad alcune “residenze e abitazioni sociali”.  

Per il prestigioso Palazzo Saladini Pilastri è prevista fortunatamente la fruizione pubblica del giardino.

Niente viene detto, invece, per quanto riguarda l’utilizzazione della chiesa di Sant’Egidio, di cui , dopo un attento recupero, dovrebbe essere prevista, anche in questo caso, la fruizione pubblica, individuando una forma di utilizzazione che contribuisca a favorire la rivitalizzazione del centro storico cittadino.

Naturalmente nessuna fruizione pubblica potrà essere prevista per i locali di via Giusti, privi di una particolare valore architettonico e storico. Rimane per questo edificio solo il problema della individuazione di un’altra sede dove trasferire gli uffici ora sistemati in questi locali.
E’ augurabile che nel veloce avvio dei lavori si tenga conto delle nostre proposte e riflessioni».
 

 

 


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