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All’ospedale dopo essere stata picchiata al marito, la condanna della Cgil: «Dobbiamo intervenire»

ASCOLI - Il sindacato e la consigliera di Parità scendono in campo dopo l'episodio che ha coinvolto una coppia e lanciano un appello alle istituzioni. La moglie al Pronto Soccorso, per lui un "cartellino giallo" del questore: il provvedimento ha sollevato tante discussioni sui social
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La Questura e il Pronto Soccorso di Ascoli

 

Picchiava la moglie da alcuni mesi e alla fine l’ha spedita al Pronto Soccorso dell’ospedale Mazzoni con “segni di percosse e un trauma cranico”. Il medico di turno ha allertato la Polizia che all’ospedale ha una sua postazione. L’agente di turno ha avviato la procedura informando i colleghi degli uffici e/o sezioni competenti della Questura.

 

Dopo una rapidissima indagine, “il questore ha immediatamente emesso la misura preventiva dell’ammonimento (ai sensi dell’art. 8 d. Lgs. 11/2009 convertito in legge 38/2009) nei confronti di un uomo 42enne residente ad Ascoli, resosi responsabile di episodi di violenza nei confronti della moglie”. E ancora: “… provvedimento per tutelare la vittima da possibili futuri analoghi episodi”.

 

Su questa notizia i commenti sui social – ormai lo specchio della società – sono stati davvero tanti, quasi tutti in un’unica direzione: un provvedimento ritenuto troppo lieve.

 

Una vicenda su cui interviene il sindacato Cgil di Ascoli, che lancia anche un appello. «Innanzi tutto esprimiamo solidarietà alla donna colpita dalla violenza del marito insieme alla consigliera di Parità Paola Petrucci, mettendo a disposizione la struttura intera della Cgil e la competenza della stessa Petrucci per qualsiasi sostegno e aiuto».

 

Maria Calvaresi della Segreteria provinciale Cgil: «E’ assurdo, non esiste violenza giustificabile, ma quella su una donna da parte del marito è qualcosa di intollerabile e sconvolgente. Chissà quanti altri casi del genere esistono, magari non denunciati. Con le istituzioni dovremmo pensare a percorsi specifici di formazione e informazione per creare una maggiore consapevolezza. Situazioni del genere sono figlie di una cultura maschilista che dobbiamo combattere».

 

Paola Petrucci: «La violenza di genere è conseguenza del patriarcato che ha governato per anni la nostra società e che provoca anche le discriminazioni nel mondo del lavoro del quale mi occupo. Dobbiamo intervenire a livello culturale e sociale con interventi qualificati perché le discriminazioni e la violenza di genere non sono argomenti da salotto ma temi sociali importanti su cui lavorare».

 

Picchia la moglie mandandola al Pronto Soccorso: 42enne “ammonito” dal questore

 

 


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