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Fermo pesca, l’ira degli armatori: «Ancora nessuna risposta del Ministero»

SAN BENEDETTO - I titolari delle volanti vorrebbero una rimodulazione dei periodi in cui è previsto lo stop delle attività. Al governo è stata chiesta anche l'applicazione delle quote di pescato
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Le volanti di San Benedetto chiedono udienza presso il Ministero dell’Agricoltura, Sovranità Alimentare e Foreste

 

di Giuseppe Di Marco

 

Fermo pesca, capitolo ancora in standby. Il Ministero delle Politiche Agricole e della Sovranità Alimentare non ha ancora dato alcuna risposta agli armatori di stanza a San Benedetto, che da mesi chiedono un rivisitazione dei periodi in cui fare pausa per consentire il ripopolamento delle specie ittiche.

 

A patire le conseguenze di questo prolungato silenzio, in particolare, sono le volanti, che pescano il cosiddetto “piccolo pelagico”. Per quanto riguarda le alici, lo stop di sarà dal 22 giugno al 22 luglio, mentre le stesse imbarcazioni possono ancora andare in mare per le sarde: in questo caso, il fermo partirà a novembre. Nel frattempo, però, anche le lampare possono tornare a pescare, e pertanto nel primo periodo estivo il mercato conoscerà una notevole sovrabbondanza di prodotto, e di conseguenza il probabile crollo dei prezzi per il piccolo pelagico.

 

«Il fatto che il dipartimento pesca del Ministero non ci abbia mai risposto è un fatto grave – afferma Enzo Raffaele, tra i primi armatori a protestare – mesi fa abbiamo inviato una lettera, chiedendo un incontro con i tecnici e i dirigenti ministeriali per rivedere, insieme, gli intervalli temporali di stop all’attività. Ad oggi non ci è arrivata alcuna replica, né inviti. Finora abbiamo potuto lavorare, ma con il ritorno in mare delle lampare per noi sarà difficile andare avanti. Penso che il governo debba istituire periodi differenti: c’è lavoro per tutti e nessuno deve essere penalizzato da politiche centrali sbagliate».

 

Con la missiva, ben 22 imprenditori chiesero al Ministero di spostare il fermo pesca di acciughe e sarde nel periodo che va dal 1° agosto al 29 settembre: in questo modo, scrissero i titolari delle volanti, si sarebbe favorito il ripopolamento della specie, senza incidere negativamente nei mesi in cui la pesca è maggiormente redditizia. «La vita in mare è dura – conclude Raffaele – e qui parliamo di un comparto con decine, centinaia di lavoratori, con le loro famiglie, che tentano di sbarcare il lunario».


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