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Il Carnevale degli Zanni diventa un documentario

ACQUASANTA TERME - Realizzato dall'associazione “Marche in Video”, racconta una delle tradizioni più misteriose e colorate del territorio. Proiezione speciale domenica 18 giugno al Parco Rio, alla presenza degli autori Samuele Baccifava, Alberto D’Agostino e Daniele Casarola. Colonna sonora dei “Li Carrajat”
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di Luca Capponi 

 

Un documentario per raccontare una delle tradizioni più antiche, misteriose e colorate del nostro territorio. Che si tiene nel periodo più allegro dell’anno, quando il Piceno cambia letteralmente volto, vale a dire durante il Carnevale.

 

Verrà presentato domani, domenica 18 giugno, alle 17,30, “Il corteo degli Zanni”, prodotto e realizzato dall’associazione “Marche in Video” durante l’ultima edizione dell’evento tenutasi come sempre tra le frazioni di Pozza e Umito, nel comune di Acquasanta Terme. E proprio nel capoluogo, zona Parco Rio, avverrà la proiezione in anteprima del doc girato da Samuele Baccifava, Alberto D’Agostino e Daniele Casarola, di cui è da qualche giorno disponibile anche un trailer su YouTube.

Un momento degli Zanni

Tra le altre cose, il video si avvale della colonna sonora originale realizzata da “Li Carrajat” che, per l’occasione, su testo di Silvano Lupacchini, ha composto l’Inno degli Zanni.

 

«Gli zanni sono una carovana di colori, un corteo gioioso di paesani che, indossando maschere di personaggi fissi, mettono in scena la tradizione millenaria dei riti arcaici legati alla fertilità della terra -spiegano gli autori-. Riti agresti legati indissolubilmente con il territorio dell’alta Valle del Garrafo e, soprattutto, con i loro abitanti, unici custodi di una tradizione che ogni anno si rinnova».

 

Attraverso la ricostruzione storica dell’antropologo Lorenzo Settimi ed alcuni interessanti contributi di chi organizza l’evento, dunque, ecco un’immersione tra i colori, l’allegria ed i racconti di un territorio che mette in scena la tradizione agreste del risveglio della terra, del traghettamento verso la luce e l’augurio di prosperità per il nuovo anno agrario.

 

«Nell’intreccio della storia rappresentata, il Bene ed il Male si fronteggiano a vicenda, il primo nei panni di una guardia che tenta a stento di tenere a bada il Male, rappresentato da un diavolo con appresso un forcone che libera malvagità -continuano Baccifava, D’Agostino e Casarola-. E tutt’intorno, il rito propiziatorio della marcia colorata e danzante degli Zanni, le tipiche maschere che discendono dai più famosi personaggi della commedia dell’arte e che culmina poi nella grande festa finale che si snoda tra vicoli e piazze. Gli stessi festosi Zanni che accompagnano, da Umito a Pozza, una coppia di sposi, simbolo di amore, fertilità e auspicio di abbondanti raccolti».

 


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