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Parco marino, il coro dei no: «Bisogna salvaguardare ambiente e lavoratori»

SAN BENEDETTO - Le posizioni contrarie all'istituzione di un'Area Marina Protetta al largo della costa Picena sono state espresse in commissione. Andrea Antonini: «Si rischia di mettere in difficoltà un settore, quello dei vongolari, da valorizzare»
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L’assessore regionale alle attività produttive Andrea Maria Antonini

 

di Giuseppe Di Marco

 

«Il Parco Marino del Piceno rischia di mettere in difficoltà il settore dei vongolari, con tutto il loro indotto, senza apportare veri e propri benefici a livello turistico». Il mantra dei contrari all’istituzione di un’area marina protetta al largo della costa Picena è piuttosto chiaro: sì alla salvaguardia dell’ambiente, ma senza penalizzare i lavoratori del mare.

 

E’ quanto emerge dalla commissione congiunta urbanistica e lavori pubblici, a cui hanno partecipato Gerardo Fragoletti (Co.Vo.Pi.), Giovanni Di Mattia (Co.Ge.Vo. Abruzzo) e Andrea Maria Antonini, assessore alla pesca marittima e allo sviluppo economico della Regione Marche.

 

L’incontro, voluto per mettere sul piatto le concrete esigenze dell’imprenditoria rivierasca, si è aperta con l’intervento di Fragoletti: «Veniamo demonizzati come un settore da eliminare – ha dichiarato il presidente del consorzio vongolari – ma la nostra categoria è considerata d’eccellenza in Europa e rappresentiamo migliaia di posti di lavoro, considerando anche l’indotto. Per un tema ambientale, seppur giusto, si cerca di farci chiudere. Penso sia meglio mettersi seduti e trovare una soluzione. Le 27 imbarcazioni di stanza a San Benedetto dovrebbero trasferirsi a Porto San Giorgio, dove ce ne sono altre 18? Penso sia sbagliato».

 

Dello stesso avviso anche la compagine abruzzese: «La legge 394/1991 – ha affermato Di Mattia – non è molto chiara sul tema, tanto è vero che sono stati necessari interventi del Consiglio di Stato e della Corte dei Conti per il decreto istitutivo e quello che regolamenta le attività all’interno delle Aree Marine Protette. Il punto è che non siamo certi che le disposizioni promesse in fase istitutiva vengano confermate in fase esecutiva: al Cerrano ci sono state delibere regionali e provinciali con cui avevamo ottenuto un corridoio di pesca, ma con il regolamento di esecuzione è stata esclusa l’attività dei vongolari».

 

Quindi è stata la volta di Antonini: «Lo spostamento delle imbarcazioni a Porto San Giorgio rischia di mettere in grave difficoltà un intero settore che invece va valorizzato. Inoltre mi chiedo: a livello turistico ci sarebbero vantaggi con l’istituzione di un’Amp?»

 

La risposta, in un certo senso, l’ha data Marinangeli: «Le aree marine vanno fatte dove ci sono aree rocciose, golfi, insenature – ha detto il salviniano – Non dove c’è spiaggia. Perché nei 29 parchi marini italiani non c’è possibilità di pescare le vongole. E se parliamo di ambiente dove mettiamo la Sentina? Quella riserva è stata abbandonata».


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