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Riapre il Museo Diocesano: «Non un deposito di reperti inanimati, ma un perenne vivaio di genio e  spiritualità»

ASCOLI - Il vescovo Palmieri ha chiamato da Roma, in qualità di direttore, il funzionario del Ministero della Cultura Marco Lattanzi, mentre l'allestimento è stato curato dal professor Michele Picciolo. Qui gli orari di apertura e per le informazioni
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Dopo il terremoto, la pandemia e un lungo iter di interventi e restauri al palazzo vescovile, peraltro non ancora conclusi, riapre il Museo Diocesano di Ascoli, lunedì 3 luglio, alle ore 10.

 

Opere di pittura scultura e argenteria databili tra il XIII e il XX secolo, sono restituite alla pubblica fruizione attraverso un allestimento che si snoda in ambienti grande suggestione passando da 5 a 14 sale espositive.

La città e il territorio diocesano ritrovano parte fondamentale della propria storia e della propria identità costruite nei secoli, un grande patrimonio di arte, di fede e di valori consolidati e di tradizioni è di nuovo a disposizione di tutti, ausilio importante, ci si augura, per arricchimento personale di ciascuno e per la crescita qualitativa associata.

Monsignor Gianpiero Palmieri, poco dopo il so arrivo nella nostra Diocesi, ha intuito subito l’importanza e il potenziale della raccolta di arte e fede e, accogliendo gli indirizzi della Santa Sede, si è immediatamente attivato per la riapertura.

 

Alla base, «una prospettiva pastorale e catechetica dell’arte sacra – si legge in una nota della diocesi – intesa non nella mera raccolta di “pezzi da museo” ma in beni culturali ecclesiastici “vivi” che anche se per motivi di sicurezza e di fruizione vengono a trovarsi in un contesto diverso da quello per cui sono nati, tuttavia non devono cessare di esercitare la loro funzione di segni della Fede e di stimolo e ispirazione per le nuove generazioni dei credenti, quali segni di un’ identità antica e di una speranza sempre nuova.

Il museo diocesano è dunque strettamente correlato alla chiesa locale e, all’interno di essa, alle comunità che la animano.

 

Esso non è un deposito di reperti inanimati, ma un perenne vivaio, in cui si tramandano nel tempo il genio e la spiritualità della comunità dei credenti».

 

Per il raggiungimento di queste finalità il vescovo ha chiamato da Roma, a prestare il proprio servizio in qualità di direttore, il dottor Marco Lattanzi, che porterà la sua esperienza di funzionario del Ministero della Cultura.

Preziosa anche la collaborazione del professor Michele Picciolo, già docente presso il Liceo Artistico di Ascoli, che ha curato l’allestimento con cui il museo si mostrerà ai visitatori.

Gli operatori che accoglieranno i visitatori nel Museo sono formati dal “Corso di formazione per volontari dei beni culturali ecclesiastici” organizzato fin dal 2003 dall’Ufficio Arte Sacra e Beni Culturali della diocesi di Ascoli, con la collaborazione dell’associazione culturale di volontariato “Asculum 2000”.

Apertura dal 3 luglio al 31 agosto (poi da definire), dal martedì alla domenica dalle 10,30 alle 12,30 e dalle 15,30 alle 18,30.

Per informazioni:
dal lunedì al venerdì (9,30-12,30): Ufficio Arte Sacra e Beni Culturali della Diocesi di Ascoli, telefono  0736.282883 – e-mail: info@museodiocesanoascoli.it


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