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Fondi europei per l’agricoltura, le Marche nelle retrovie in Italia: milioni di euro non spesi

UE - Si è chiuso il settennato di programmazione e sarebbe il momento di chiudere i conti. Secondo il documento realizzato da Agea, Agenzia per le erogazioni in agricoltura, però, l'avanzamento di spesa è del 48,45%. Si va verso il disimpegno automatico
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di Alessandra Pierini

 

Fondi europei per l’agricoltura, le Marche rischiano di restare col cerino in mano e di vedersi “prosciugare” dall’Unione Europea le risorse assegnate.

Siamo alle solite. Purtroppo le Marche fanno fatica a spendere e a rendicontare i soldi dell’Europa e devono, quando va bene, correre ai ripari per evitare il disimpegno automatico.

E’ quello che sta succedendo con il Feasr, Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale. Si è chiuso infatti il settennato di programmazione per questi fondi e sarebbe il momento di chiudere i conti.

 

Secondo il documento realizzato da Agea, Agenzia per le erogazioni in agricoltura, sull’avanzamento delle spese, le Marche sono ultime in Italia per avanzamento di spesa del Psr sulla dotazione finanziaria complessiva con una percentuale del 48,45%. Nella regione sono stati spesi entro il termine previsto del 31 dicembre 2022, il 17,9% dei fondi a disposizione.

 

feasr2-325x165Il Feasr è un fondo dell’Ue, dedicato all’incentivazione delle attività agricole ed aree rurali, attraverso linee di agevolazione specifica per varie categorie di investimenti.

 

Molte sono le misure inserite nel documento, dal miglioramento delle prestazioni aziendali all’efficientamento dell’energia, dalla cooperazione al sostegno alle energie rinnovabili e così via.

 

Tra le misure che vedono le Marche in buona posizione c’è quella relativa al biologico (83% dei fondi spesi), un pallino dell’ex assessore Mirco Carloni, ora in Parlamento.

 

Buone performance anche nell’indennità a favore delle zone soggette a vincoli naturali o specifici, nel benessere degli animali, nel sostegno a favore di agricoltori e Pmi colpiti dal Covid, nella promozione dell’accessibilità, l’uso e la qualità di tecnologia, informazione e comunicazione. Bene anche la biodiversità.

 

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Nota molto negativa è quella relativa alla misura del Ripristino del potenziale produttivo agricolo danneggiato da calamità naturali e da eventi catastrofici. Sul piatto sono rimasti quasi 6 milioni di euro.

Nel corso del 2017, a seguito degli eventi sismici 2016-2017 che hanno duramente colpito le Marche, alla Regione Marche sono state assegnate risorse aggiuntive per circa 159 milioni di euro di spesa pubblica e pertanto è stato necessario procedere con una modifica complessiva del Piano di sviluppo rurale, approvata dalla Commissione Ue.

Nel corso del 2020, a seguito della crisi causata dalla pandemia Covid-19 è stata presentata una modifica del Psr con la quale si è proceduto alla rimodulazione del piano finanziario per l’istituzione di una nuova misura specifica per fronteggiare le conseguenze economiche del Covid, destinando alla stesa una dotazione finanziaria di 6,5 milioni di euro.

L’obiettivo è stato quello di sostenere la continuità delle attività economiche degli agricoltori particolarmente colpiti dagli effetti della crisi causata dalla pandemia Covid-19 (agriturismi e aziende zootecniche).

Questo ha però comportato che i soldi in più ricevuti per le calamità non sono stati spesi.

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