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Audi rubata a San Benedetto sfrecciava sull’Adriatica, a pochi millimetri dalle auto in coda: «Sfiorata la strage»

DALLE MARCHE - Il racconto shock di un automobilista che lungo la Statale 16, interritorio di Porto San Giorgio, si è visto sfiorare a folle velocità, l'auto protagonista di un impressionante inseguimento con la Polizia che ha attivato tutti i suoi canali, locali e nazionali, per cercare di rintracciare la berlina e risalire all’identità di chi vi era a bordo.   Potrebbe trattarsi di ladri “rettiliani” che, vistisi messi alle strette, dopo essere fuggiti senza curarsi delle conseguenze che quella guida spericolata avrebbe potuto provocare, hanno imboccato l’A14. E non si esclude che possano, in poco tempo, aver lasciato la regione
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di Giorgio Fedeli

 

«Sfrecciava ad altissima velocità tra le auto incolonnate. Passava, come un missile, a pochi millimetri dalle vetture, a cavallo tra le due corsie.

Un’abilità al volante davvero impressionante.

Ma se avesse centrato una vettura? Se in quel momento attraversava un pedone?

Quell’Audi avrebbe fatto una strage».

 

E’ il racconto di un automobilista sangiorgese, P.S. le sue iniziali (a tutela della sua identità) che ieri 10 agosto, alle 23,45, si è visto sfrecciare a pochi millimetri di distanza l’Audi protagonista di una folle fuga sulla Statale Adriatica, a Porto San Giorgio.

 

Quell’Audi era stata segnalata alla Polizia poco prima dell’inseguimento a Porto San Giorgio, alla Polizia ascolana per un furto in abitazione a Porto d’Ascoli.

 

Da lì è ricomparsa a Casabianca, dove è stata intercettata dalle Volanti della Questura di Fermo che l’hanno pedinata fino alla rotatoria de “Le Mimose”, a Porto Sant’Elpidio.

 

i malviventi, accortisi di essere seguiti, hanno imboccato la rotatoria contromano (e gli agenti stanno verificando se l’incidente verificatosi ieri notte proprio su quella rotatoria sia ricollegabile a quell’Audi) per poi fuggire in direzione sud, direzione Porto San Giorgio. 

 

 

La berlina era stata intercettata poco prima, come auto sospetta, dalla Polizia di Stato che ha intimato l’alt al conducente.

 

Ma questi, di tutta risposta, ha premuto il piede sull’acceleratore.

 

E ne è nato un rocambolesco inseguimento sulla Statale fino a quando i fuggitivi hanno imboccato l’A14 e lì hanno fatto perdere le loro tracce. Un guidatore “criminale”, di quelli che non si fermano per niente e nessuno al mondo pur di guadagnare la fuga. E infatti quell’Audi, all’altezza dell’incrocio con la strada Fermana, ha anche speronato una Lancia Y e una Kia, inseguita da diverse pattuglie della Polizia, dal Radiomobile dei Carabinieri e dalla Guardia di Finanza.

 

Ma le forze dell’ordine, per cercare di garantire la sicurezza degli automobilisti in strada, non possono certo assumere lo stesso atteggiamento, al volante, di chi invece è pronto a tutto pur di non farsi arrestare. E così, incrocio dopo incrocio, fila dopo fila, i malviventi sono riusciti nel loro intento di “scomparire” lasciando, però, una scia di paura e danni.

 

I poliziotti li hanno tampinati, cercando al contempo di garantire la sicurezza di chi, ieri notte, si trovava lungo la ss16. E infatti, fortunatamente, nessuno si è fatto male. Nulla di grave nemmeno per i due automobilisti, un anziano e una donna, speronati. I due sono stati soccorsi dalla Croce Azzurra di Porto San Giorgio ma, si diceva, nulla di grave per loro.

 

«Stavo transitando sulla ss16 in direzione sud – racconta P.S. – quando, all’altezza dell’incrocio con via Nibbi, ho sentito dietro di me un rombo assurdo, impressionante.

 

Non sono passati due secondi che quell’Audi mi ha sorpassato a folle velocità, a pochi millimetri, in sorpasso. Poi l’ho vista sfrecciare tra le due colonne di auto.

 

Schivava le vetture in maniera impressionante. Dietro, le pattuglie.

 

Se avesse centrato un’altra auto o se in quel momento attraversava qualcuno, ora staremmo raccontando una tragedia. Nel male, è andata bene. Ora speriamo solo che li trovino, questi sono un pericolo pubblico».

 

Tornando alle ricerche, la Polizia di Stato di Fermo ha attivato tutti i canali, locali e nazionali, per cercare di rintracciare quell’auto in fuga che, però, considerando la velocità a cui viaggiava, in poche ore può aver raggiunto le regioni limitrofe. E al momento non se ne ha traccia.

 

Il modello dell’Audi (sembrerebbe una RS4) non è un’auto nuova alle forze dell’ordine.

 

Già in passato un’auto delle stesse marca e modello era stata protagonista nel Fermano di un inseguimento. Gli investigatori hanno buoni motivi per credere che si tratti di una vettura usata da banditi dediti a furti e rapine in casa. Difficile però pensare che si tratti dello stesso manipolo di criminali.

 

Chi è dedito a simili reati, infatti, si dota di auto di grossa cilindrata in grado di fornire alte prestazioni  nella fuga e, al contempo, di reggere l’urto in caso di collisioni, fortuite o volute. Per la serie delle “teste d’ariete” da centinaia e centinaia di cavalli. A loro, quei criminali che le guidano, non importa i danni che possono causare, non si fanno scrupoli di speronare auto o investire dei passanti. In caso di fuga, “mors tua vita mea”.

 

Sono banditi etichettati dalle forze dell’ordine come “rettiliani”.

 

Gli inquirenti stanno raccogliendo ogni elemento utile alle indagini, dalla targa dell’auto a eventuali celle telefoniche che possono aver agganciato qualche comunicazione dei banditi in fuga, fino alle telecamere dell’autostrada per capire dove abbiano lasciato l’A14. Gli investigatori della Polizia hanno buoni motivi per credere che possa trattarsi di una banda di malviventi provenienti dall’Est Europa, che potrebbero avere una base logistica, o comunque una “tana” nel Fermano ma che ieri notte, vistisi messi alle strette, hanno lasciato le Marche.

 

Perché, però, non hanno imboccato l’autostrada una volta arrivati a Porto Sant’Elpidio? Nella logica criminale non si può escludere che i malviventi abbiano preferito i tratti urbani della Statale. Lì, secondo una folle pianificazione, sentendosi liberi di speronare chiunque, magari hanno pensato di poter fuggire alle forze dell’ordine che, invece, devono assumere una guida assolutamente responsabile. E infatti, una volta finito il tratto sangiorgese di Statale 16, dove la Statale diventa più larga e meno antropizzata, si sono gettati in A14.

 


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