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Zona economica speciale, Curti (Pd): «Marche ancora una volta invisibili alla Destra di Governo»

IL PARLAMENTARE dem eletto nel Piceno attacca l'Esecutivo: «Oltre a regolamentare una Zes unica per il Mezzogiorno in maniera inconcludente e farraginosa, completa l’opera dimenticando la Regione che ha subìto più calamità nell’ultimo decennio»
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«L’Esecutivo, oltre a regolamentare una ZES unica per il Mezzogiorno in maniera inconcludente e farraginosa, completa l’opera dimenticando la Regione che ha subito più calamità nel corso dell’ultimo decennio. E in questo senso è oramai dimostrato che la Giunta regionale di centrodestra non è in grado di incidere sulle scelte del Governo».

 

Lo afferma con forza Augusto Curti, parlamentare del Partito Democratico, ex sindaco di Force eletto nel Piceno. Che poi aggiunge: «L’istituzione della nuova Zona Economica Speciale unica per il Mezzogiorno, formalizzata mediante Decreto, avviene attraverso l’adozione di un modello caratterizzato da enormi falle. Ed è grave peraltro che il provvedimento, nel metodo, rappresenti l’ennesimo ed offensivo atto di indifferenza riservato dal Governo Meloni alla Regione Marche. Cioè a quella realtà territoriale che, ancora oggi, è caratterizzata dalla vigenza di ben quattro stati di emergenza.

 

Una Comunità che, in pochi anni, ha vissuto i peggiori drammi della storia recente del nostro Paese. Sisma, alluvioni ma anche una moria di imprese artigiane così prepotente da collocare il comparto, per decenni vero modello di eccellenza imprenditoriale, al secondo posto su base nazionale per decrescita. Non è un caso dunque se – continua il deputato dem – dopo aver lungamente occupato il piano nobile delle Regioni “più sviluppate”, le Marche siano state tristemente retrocesse nel purgatorio di quelle “in transizione”. Uno status che, non a caso, costituisce la condizione necessaria per richiedere l’istituzione della Zona Economica Speciale dedicata. Non siamo di fronte ad una semplice dimenticanza ma a un atto politico di enorme gravità, perpetrato nei confronti di una Regione che da sempre è considerato uno dei motori dell’economia nazionale. Modello di buona economia che vanta background di eccellenza in termini di capacità imprenditoriali, managerialità, prodotto, manodopera qualificata, innovazione.

 

Si tratta cioè di un patrimonio che, seppur fortemente penalizzato dallo stato di emergenza, conserva i potenziali per avviare una decisa ripartenza. Non è più accettabile – è ancora Curti che parla – che la superficialità e lo scarso senso della prospettiva messi in campo dal Governo, precludano alle Marche l’opportunità di intercettare lo sviluppo. E in questo senso è assolutamente incomprensibile la posizione di vassallaggio assunta dalla Giunta di centrodestra: sempre più incapace di incidere sulle scelte fondamentali e costantemente umiliata sul fronte della tutela degli interessi della nostra Comunità. Stupiscono, in particolare, il silenzio e l’accondiscendenza dei rappresentanti territoriali di maggioranza che, pur esercitando ruoli anche di primo piano, non sono in grado di erigere un argine rispetto alla deriva impressa dall’Esecutivo. Pertanto nei prossimi giorni mi adopererò affinché il decreto venga rivisto nei suoi contenuti e le Marche, tristemente messe in panchina dal Governo Meloni, possano giocare la loro partita».


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