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Piano regolatore, l’appello di Porto d’Ascoli: «Non facciamo un nuovo cementificio»

SAN BENEDETTO - Salaria e Agraria, come detto dal presidente di comitato Gabriele Marcozzi e dal consigliere Andrea Traini, devono essere trasformate a valle di un percorso effettivamente partecipato
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Giorgio Giantomassi e Bruno Gabrielli

 

di Giuseppe Di Marco

 

No al cementificio, no agli interessi dei privati. Sono queste i “paletti” che Porto d’Ascoli pone all’Amministrazione comunale in ordine alla redazione del nuovo piano regolatore generale. Le istanze sono state presentate da consiglieri e comitati di quartiere nel corso della commissione urbanistica andata in scena in Auditorium comunale.

 

Nel corso della riunione l’assessore Bruno Gabrielli e il dirigente Giorgio Giantomassi hanno illustrato i passi per la redazione del corposo documento. Dopo una prima fase di analisi del contesto attuale si andrà a redigere uno schema di assetto futuro della città, tenendo presente tutti gli interventi e i piani particolareggiati, per poi procedere verso la redazione del piano regolatore.

 

Al termine dell’esposizione tecnica è intervenuto Gabriele Marcozzi: «La parte più vecchia del nostro quartiere ha un suo equilibrio tra caseggiati e verde – ha detto il presidente di comitato di quartiere Salariama se ci si sposta in alcune lottizzazioni ci si imbatte in un cementificio, con palazzi da 20 o 30 appartamenti, con una vivibilità complicata. Questa parte del quartiere non comunica con l’altra. Nel documento si parla di urbanistica negoziata, e questo sconfessa le premesse, che parlano di partecipazione: la città ha bisogno di una pianificazione che non persegua gli interessi dei privati. Siamo ancora all’atto istruttorio, mi aspetto che nelle varie fasi i cittadini vengano veramente ricevuti ed ascoltati, in modo da redigere un documento realmente condiviso».

 

Alle considerazioni di Marcozzi si sono aggiunte quelle del consigliere di minoranza Andrea Traini, che invece ha messo in chiaro le esigenze del quartiere Agraria, di cui è stato anche presidente di comitato: «Per la zona Peep, e quindi quanto ruota attorno a Via La Malfa si può fare un discorso simile: queste zone sono figlie dello stesso piano regolatore e gli abitanti dello stesso quartiere non si conoscono».

 

Dal canto suo, Simone De Vecchis ha esortato l’Amministrazione ad adottare, in base alla nuova legge regionale, uno strumento utile ad accelerare la trasformazione di strutture alberghiere in appartamenti. In tal senso, Giantomassi ha chiarito che le strutture alberghiere di San Benedetto si trovano tutte in zona “residenziale”, e solo cambiando la denominazione in “turistica”, si potrà promuovere un cambio effettivo di destinazione.


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