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Nuovo ospedale, la minoranza: «L’incontro con i sindaci non ha valore, occorre tornare in Consiglio»

SAN BENEDETTO - A protestare contro l'iniziativa voluta dal sindaco Spazzafumo e il presidente Pasquali sono Giorgio De Vecchis, Annalisa Marchegiani e Aurora Bottiglieri: «Perché non abbiamo impugnato il Piano Sociosanitario della Regione?»
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Giorgio De Vecchis, Annalisa Marchegiani e Aurora Bottiglieri

 

di Giuseppe Di Marco

 

Cosa ha prodotto l’incontro dei sindaci del 14 settembre? Per ora nulla di concreto, ma qualcosa si dovrebbe vedere già nel prossimo rendez vous, che si terrà fra 10 giorni. Per allora, infatti, verrà stesa la proposta di riforma sanitaria per il Piceno. Ma già da ora la minoranza sambenedettese dà segno di non approvare l’iniziativa portata avanti dal vertice comunale.

 

«Questo incontro si è tenuto a tempo scaduto – dichiara Giorgio De Vecchisquesto ente avrebbe dovuto impugnare il Piano Sociosanitario regionale, e non lo ha fatto. Nel Piano non c’è nessuna analisi incrociata di domanda e offerta, ma solo dati descrittivi che non rendono conto della situazione in cui ci troviamo. Oltretutto, in Consiglio niente di quel che si è detto ieri è stato discusso. Noi veniamo dall’approvazione di una delibera che dice determinate cose: all’allocazione degli ospedali non ci deve pensare il consigliere Pasquali, ma la legge. Questa dice che a noi spetta un ospedale di primo livello, e mi pare che altre Regioni si siano mosse nel rispetto della normativa: in Abruzzo, ad esempio si è fatto un ospedale di base a Sant’Omero. Nel decreto Balduzzi non esiste il concetto di ospedale su più plessi, quindi questa iniziativa devo considerarla fatta a titolo personale. Ma aspetteremo al varco: prima o poi si dovrà tornare in Consiglio comunale, o qualsiasi proposta e accordo sarà nullo. E poi, visto che il futuro ospedale si farà fra 10 anni, il vero problema è l’attualità: bisogna potenziare l’ospedale esistente, con personale, servizi, attrezzature».

 

Critiche condivise dalla neo-collega del centrosinistra. «Già un anno fa richiedevo la convocazione della conferenza dei sindaci del territorio, senza mai ottenere risposta o riscontro – asserisce Annalisa MarchegianiSul Piano dissi che si doveva diffidare la Regione e far rispettare la legge Balduzzi: la posizione bonaria vale finché c’è dialogo. A noi, invece, è stato fatto capire che il Piceno avrebbe avuto poco. Non condivido affatto il pensiero di Pasquali e credo che il Consiglio comunale debba ripartire dal documento condiviso, mentre la riunione dei giorni scorsi non ha alcun valore. Mesi fa, nella nostra commissione sanità, si disse che c’era la disponibilità a presentare controdeduzioni al Piano Sociosanitario: noi ci mettemmo a disposizione, ma poi le cose sono andate in maniera diversa. E l’invito a contribuire all’attuale iniziativa non è stato raccolto da nessuno, perché non siamo d’accordo con la sua impostazione».

 

Dal canto suo, l’ex presidente di commissione sanità non ammette la ripartizione delle funzioni voluta per gli ospedali di Ascoli e San Benedetto. «È vero che a San Benedetto è necessario un reparto di emergenza – conclude Aurora Bottiglierima che al nosocomio della Riviera debbano essere tolti dei reparti solo perché questi riguardano prevalentemente l’elezione, non va affatto bene. A me pare che si voglia fare un ospedale di primo livello ad Ascoli. E sono sicura che i 43 posti letto che abbiamo perso non saranno recuperati, perché nel piano sociosanitario c’è scritto che a noi ne spettano 220. Abbiamo perso tanto tempo, anche per la casa della salute. All’inizio si era detto di impugnare il piano, poi si è fatto un dietrofront al quale non mi sono prestata».


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