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Olive ascolane alla cinese: il web impazzisce, ma è solo un film

ASCOLI - L'insegna farlocca del negozio "Olive Wang", spuntata in Piazza del Popolo, manda in tilt i social. In realtà è solo il set del cortometraggio "Superbi", diretto da Nikola Brunelli. Ma nel dorato mondo del web la realtà non esiste. Cronaca di una giornata a dir poco surreale
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di Luca Capponi

 

Olive ascolane cinesi sì, olive ascolane cinesi no. Come tenere una città col fiato sospeso per una intera giornata. A causa di un cortometraggio. Eppure sui social è tutto un inseguirsi di commenti, per la maggior parte edotti: “Occhio ai cani ed ai gatti”, “Dove andremo a finire”, “Magari sono bravi, io le assaggerò”, “Tutti a commentare, poi siete i primi ad andare al ristorante cinese”.

L’insegna farlocca sbucata in Piazza del Popolo

 

E via così, in un delirio tragicomico che non finisce più. Il motivo? L’insegna di un negozio “Olive Wang”, che promette le migliori olive all’ascolana ma…cinesi. Il tutto in piena Piazza del Popolo, cuore pulsante della città. Sacrilegio. Ci mancava solo questo.

 

A nessuno che venga in mente uno scherzo o una messa in scena. Nessuno. Centinaia utenti inondano il web con post e commenti, per dire la propria. Per scannarsi, insultarsi, sentenziare. Sul nulla. Come se quella dei social fosse la verità assoluta. Siamo messi male. Davvero male.

 

Perchè quello che ai molti sembra un esercizio commerciale dagli occhi a mandorla altro non è che il set del cortometraggio “Superbi“, che da qualche giorno si sta girando tra le cento torri sotto la regia di Nikola Brunelli, con Giorgio Colangeli e Maurizio Bousso. Un’opera ampiamente pubblicizzata, che vanta il contributo della Regione Marche, il patrocinio del Comune e la collaborazione di Associazione Culturale La Locura, Quasar Produzioni, Subwaylab, Dibbuk Produzioni e Cinecircolo “Don Mauro – Nel corso del tempo”. E che martedì 19 settembre vedrà i suoi ultimi ciak proprio nel salotto buono, sotto le logge così tanto fotografate dopo la comparsa del rivenditore…farlocco.

 

Insomma, niente di così segreto e inaspettato. Ma tanto basta per innescare la psicosi tutta ascolana, a tratti triste a tratti quasi esemplificativa di quanto male ci stanno facendo i social, che ci hanno tolto ogni forma di dubbio, ogni piccolo qualsivoglia sintomo di perplessità: sta scritto su Facebook, allora è vero.

 

E invece è solo un film.

 

Horror, in questo caso, grazie a certi commenti.

 

 


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