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Piano regolatore, Gabrielli e Pasquali alla minoranza: «Niente lezioni da chi rifiuta il confronto»

SAN BENEDETTO - Assessore e consigliere di maggioranza rimandano le proteste dell'opposizione al mittente: «La giunta ha elaborato una delibera che poi è stata portata in Consiglio comunale. Non siamo noi a svilire l'emiciclo»
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Bruno Gabrielli e Umberto Pasquali

 

di Giuseppe Di Marco

 

Non si è fatta attendere, la replica della maggioranza alle proteste dell’opposizione sul futuro piano regolatore. Per la minoranza, la delibera che detta gli indirizzi per il prossimo sviluppo urbanistico della città risulterebbe vuota, non originale e perfino ambigua. Considerazioni che la coalizione di governo non condivide neanche un po’.

 

«Questa della minoranza – commenta l’assessore Bruno Gabrielliè l’ennesima trovata priva di senso per ottenere un po’ d’attenzione. Se però si legge bene ciò che i consiglieri d’opposizione hanno detto, si capisce che sono discorsi privi del benché minimo contenuto. Cosa hanno detto nel merito della delibera? Nulla. Noi ci siamo confrontati con un’Amministrazione che già ha fatto importanti passi avanti nello sviluppo urbanistico della città, e questi sono i passi che dobbiamo fare. Certo, ci vorrà tempo, ma noi abbiamo specificato che intendiamo portare avanti l’iniziativa in modo deciso, certo e rapido».

 

L’opposizione ha anche fatto notare che l’urbanistica è materia del Consiglio, non dell’organo esecutivo. «Ci occorrono dei dati prima di capire cosa dobbiamo fare a San Benedetto – continua Gabrielli – e per questo procederemo con l’analisi del contesto urbano cittadino. Non prendiamo lezioni da chi rifiuta il confronto a prescindere. La giunta ha elaborato una delibera, che poi è stata portata in Consiglio. Non siamo noi che sviliamo l’emiciclo».

 

Toni duri anche dal consigliere Umberto Pasquali, tra i promotori dell’iniziativa. Una delle principali critiche, infatti, è che la delibera sia identica a quella adottata nel Comune di Fano: «Cosa c’è di male a condividere documenti con un’altra Amministrazione? – aggiunge il socialista – Questo non vuol dire che faremo le stesse cose: seguiremo il nostro percorso utilizzando uno strumento tecnico che funziona. E mi permetto di supporre che, se a questo punto del mandato non avessimo ancora iniziato il nostro percorso, la minoranza ci avrebbe attaccato per la lentezza e la mancanza di idee. Noi andiamo avanti per la nostra strada, le chiacchiere stanno a zero. Infine, invito il consigliere Simone De Vecchis, che si è unito alle rimostranze, a chiedere al consigliere Canducci di cosa parla quando cita le varianti. Vorrei ricordare che giusto pochi anni fa questa città si è lasciata alle spalle maxi-varianti e Poru».


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