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Variante Areamare, le parti si giocano tutto nell’udienza definitiva del 26 giugno

SAN BENEDETTO - Il ricorso intentato dal privato contesta l'insussistenza di interesse pubblico e chiede l'annullamento della delibera con cui è stata rifiutata la proposta risalente al 2017
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La variante Areamare

 

di Giuseppe Di Marco

 

L’udienza di merito il 26 giugno, dopodiché, probabilmente, la sentenza. E’ quanto si sa sulla questione Areamare, il cui ricorso al Tar Marche è stato discusso nella mattina del 7 febbraio. L’ordinanza che ha fatto seguito all’udienza, quindi ha sancito che l’ultimo capitolo del contenzioso andrà in scena fra quattro mesi e mezzo.

 

In verità nulla fa escludere che, in caso di rigetto, la società non scelga di fare appello in Consiglio di Stato. L’impressione, però, è che ormai il momento della verità sia arrivato. La pratica, va detto, è in ballo da oltre sette anni: la proposta di modifica al piano regolatore, che prevede la realizzazione di 18 fra palazzine e villette tra Via Mare e Via del Cacciatore, veniva depositata nel 2017.

 

Su cosa si gioca il contenzioso? Areamare chiede che venga annullata la delibera di giunta con cui è stata sancita l’insussistenza di interesse pubblico relativamente alla variante, nonché del provvedimento con cui la stessa è stata rispedita al mittente.

 

Il nodo principale risiede nella decisione, da parte dell’Amministrazione, di non dare seguito a varianti urbanistiche prima di avere in mano nuovi strumenti di pianificazione urbana. Nel caso specifico, lo schema direttore propedeutico alla redazione del futuro Piano urbano generale (Pug). Il Tar dovrà chiarire se il Comune avrebbe dovuto dotarsi di tale strumento, prima di concludere ufficialmente l’iter relativo alla variante.

 

C’è anche un’altra questione fondamentale, e riguarda il contributo straordinario che l’ente avrebbe incamerato se avesse approvato la variante. Ben 4,5 milioni, di cui 3,3 in aree e 1,2 in denaro. Risorse che non verranno introitate per via del rifiuto, e quindi anche qui la domanda sorge spontanea: ne conseguiranno problemi di ordine erariale?

 

Viale De Gasperi, dal canto suo, ha da giocare una carta piuttosto forte: la piena discrezionalità della giunta, ovvero la capacità dell’organo esecutivo di assumere decisioni nel merito delle varianti. Una competenza evocata dal Tar in un precedente ricorso, e ribadita dal Consiglio di Stato.


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