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La Banca di Ripatransone e del Fermano sponsor del film “Neve”

FILM - Il presidente Michelino Michetti: «Questo progetto, interamente realizzato nella nostra Regione, ci ha visto in maniera quasi fisiologica aderire in qualità di sponsor». Il direttore Vito Verdecchia: «Abbiamo il dovere di agire»
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«Abbiamo il dovere, come banca del territorio e in linea con lo spirito del credito cooperativo, di agire per contribuire alla crescita dei nostri territori e al miglioramento della qualità della vita di tutti».

 

Così il direttore della Banca di Ripatransone e del Fermano, Vito Verdecchia, ha spiegato durante la conferenza stampa che si è svolta ad Ancona, a Palazzo Raffaello, sede della Regione Marche, l’immediata adesione dell’Istituto alla possibilità di sponsorizzare il film made in Marche “Neve”, che tocca una tematica tanto delicata come quella del bullismo.

 

Parole, queste, confermate dal presidente della Banca di Ripatransone e del Fermano, Michelino Michetti: «Questo progetto, interamente realizzato nella nostra Regione, ci ha visto in maniera quasi fisiologica aderire in qualità di sponsor. È, infatti, perfettamente in linea con i valori del Credito Cooperativo e con il dovere, che abbiamo, di reinvestire sul territorio. “Reinvestire” è spesso un verbo associato solo ad azioni materiali, ma l’investimento in cultura è ancora più prezioso, perché è una mano tesa alle nuove generazioni, le quali devono capire che la differenza tra la solidarietà, la sussidiarietà, la capacità di vivere in comunità con il rispetto per gli altri e l’inciviltà, l’egoismo, l’individualismo fa la differenza in termini di qualità della vita. Un film contro il bullismo, in questo senso, non è una pellicola contro un trend di moda, ma contro un male strisciante che mira alla base i valori della nostra società».

 

«Con Simone Riccioni, Anna Laura Pesallaccia e tutti gli amici di Linfa Crowd – conclude il direttore Vito Verdecchia – ci siamo trovati subito in sintonia. Quello che, spero, gli spettatori capiscano guardando “Neve”, è che la battaglia contro il bullismo ci coinvolge tutti: è una questione di civiltà, contrapposta alla prevaricazione del più forte sul più debole. Ognuno di noi potrebbe, un giorno, provare su se stesso l’umiliazione di un’aggressione di gruppo, anche verbale, anche virtuale e trovarsi impotente dinanzi ad un’espressione così improvvisa di violenza: è necessaria la giusta sensibilità e questo film punta a svilupparla. Siamo felici di essere tra i protagonisti di questo progetto».

 


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