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Gerardo Villanacci e “L’interpretazione adeguatrice nella dinamica contrattuale”: al Ministero della Cultura la presentazione del libro del giurista

ROMA - Il professore di diritto privato all’Univpm, Gerardo Villanacci, cittadino onorario di San Benedetto, è attualmente presidente del Consiglio Superiore dei Beni culturali e paesaggistici con decreto del ministro Sangiuliano che ieri, alla presentazione del suo libro, ne ha tessuto le lodi: «Al di là della persona che rappresenta per me, Villanacci rispetta un principio di scelta basato sulla competenza e professionalità perché, a mio avviso, non si può essere operatori della cultura senza avere un’adeguata esperienza e preparazione giuridica»
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di Francesca Maria Mori

Si è tenuta ieri, martedì 27 febbraio, a Roma nella “Sala Spadolini”, presso la sede del Ministero della Cultura, la presentazione del libro “L’interpretazione adeguatrice nella dinamica contrattuale” di Gerardo Villanacci, professore ordinario di Diritto Privato all’Università Politecnica delle Marche e, da febbraio 2023, presidente del Consiglio Superiore dei Beni culturali e paesaggistici con nomina del ministro della cultura Gennaro Sangiuliano.

Marchigiano di adozione (cittadino onorario di San Benedetto del Tronto), oltre ad essere professore ordinario di Diritto Privato presso la Facoltà di Economia dell’Univpm, Villanacci è avvocato cassazionista, editorialista del Corriere della Sera, opinionista televisivo e giornalista pubblicista. Ad arricchire il suo lungo elenco di pubblicazioni, l’ultima sua opera di aprile scorso,

“L’interpretazione adeguatrice nella dinamica contrattuale” commentata ieri a Roma alla presenza del Ministro Sangiuliano, di Natalino Irti, socio nazionale dell’Accademia dei Lincei, di Franco Anelli, rettore dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e di illustri docenti universitari come Guido Alpa, professore emerito della Sapienza Università di Roma, Maria Rosaria Maugeri, professoressa ordinaria dell’Università di Catania, e Francesca Manolita, ordinaria dell’Università di Foggia.

Natalino Irti, Gerardo Villanacci, il ministro Sangiuliano, Guido Alpa

Con una legislazione che, oggi, difficilmente riesce ad essere al passo con le esigenze sociali ed economiche, un’interpretazione evolutiva e adeguatrice delle norme esistenti diventa fondamentale. L’attività interpretativa, tuttavia, non può intendersi “banalmente” estensiva ma, deve basarsi sui principi di genericità e astrattezza del testo normativo per poi affrontare le problematiche concrete di ogni caso senza mai perdere d’occhio le finalità perseguite dal legislatore.

Un argomento, dunque, complesso quello studiato e approfondito dal professore Gerardo Villanacci e che ieri è stato commentato con il coordinamento di Natalino Irti, socio nazionale dell’Accademia dei Lincei, che ha focalizzato l’attenzione sull’importanza della dinamica  del contratto e la capacità di avere un’effettiva durata nel tempo nonostante i cambiamenti.

«La formula nel titolo dell’opera ci fa comprendere nell’immediato come sia importante l’adeguamento nell’evoluzione. L’adeguarsi ad uno sviluppo, infatti, è uno svolgimento continuo – ha esordito Irti – Il tema dell’interpretazione evolutiva è al centro del libro di Villanacci. Continuità e discontinuità sono i punti ricorrenti. Discontinuità poiché i rapporti contrattuali sono chiamati necessariamente ad adeguarsi ma continuità poiché devono farlo rispettando un testo originario. È importante – ha concluso il socio nazionale dell’Accademia dei Lincei – l’analisi sotto il profilo linguistico perché muta anche il linguaggio. Vanno considerate, infatti, le invenzioni linguistiche e le nuove parole coniate. Questo libro è l’espressione del mutamento e dell’adeguamento».

Attuale, quanto pragmatica, l’analisi seguita da Franco Anelli, rettore dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, che ha sottolineato: «La realtà è che proporre l’idea di una lettura evolutiva e adeguatrice del testo normativo, in fondo, lascia qualche speranza sulla possibilità di uscita da una sorta di “trappola” che spesso la legge stessa rappresenta.».

L’avanguardia del codice civile italiano è stato il tema invece affrontato dalla professoressa ordinaria dell’Università di Catania, Maria Rosaria Maugeri, sostenendo, appunto, che il nostro codice civile, sotto moltissimi aspetti, è precursore di strade seguite successivamente da altri Paesi nella stesura dei loro codici.

A spostare l’attenzione sul ruolo del lettore, è stato il professore emerito della Sapienza Università di Roma, Guido Alpa: «Il lettore costruisce su questa opera la sua stessa opera. Questo è un libro ambizioso che definisce i poteri e le libertà dell’interprete. Ma la libertà dell’interprete – sottolinea Alpa – non può essere infinita. Deve, però, necessariamente essere ampia perché spesso i testi sono oscuri e incompleti e il giudice (e dunque l’interprete) deve scegliere il senso più adeguato al bisogno tenendo conto anche delle conseguenze della sua interpretazione, gli effetti del suo giudizio.».

La professoressa ordinaria dell’Università di Foggia, Francesca Manolita, si è soffermata sul tema centrale del libro ed in particolare sul ruolo che Villanacci attribuisce alla mediazione definendola, per certi versi, obbligatoria per riuscire a trovare soluzioni. Una nuova disciplina contrattuale, dunque, rispetto alle stesse nuove necessità sociali ed economiche di oggi.

Prima dei saluti conclusivi del Ministro Sangiuliano, si è immerso nella presentazione del libro l’autore, Gerardo Villanacci, illustrando i profili applicativi dell’interpretazione adeguatrice nel rispetto delle disposizioni costituzionali per poi approfondire gli aspetti del percorso della risarcibilità degli interessi legittimi, dell’equilibrio nella dinamica esecutiva del contratto e dell’equilibrio e giustizia contrattuale nella formazione del consenso. Poi i dovuti e sentiti ringraziamenti di Villanacci al ministero e al capo del Gabinetto, ai giuristi presenti così come ai rappresentanti delle istituzioni e ai relatori a suo fianco: il professor Irti, rimarcandone la generosità dimostrata anche nella presentazione del libro, i professori Anelli, Maugeri, Manolita e il professor Alpa definito da lui come “il faro”.

A concludere l’incontro, il ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, con i ringraziamenti ai presenti e dichiarando come questo momento sia stato per lui una sorta di tuffo nel passato quando, con il professor Alpa, conseguì un master. Infine, parole di stima e apprezzamento per il professor Villanacci, da lui nominato con decreto alla presidenza del Consiglio Superiore dei Beni culturali e paesaggistici, organo consultivo e propositivo del ministero: «La scelta di porre come guida del Consiglio il professore Villanacci, non è stata casuale o solo dettata dalla fiducia che nutro in lui – ha rimarcato il ministro – al di là della persona che è e che rappresenta per me, rispetta un principio di scelta basato sulla competenza e professionalità perché, a mio avviso, non si può essere operatori della cultura senza avere un’adeguata esperienza e preparazione giuridica».

 


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