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“Stai con Otto”: al via il primo memorial di calcetto intitolato a Ottorino Pignoloni

ASCOLI - A 8 anni dalla prematura scomparsa, gli amici si ritrovano al campo del Circolo Sportivo delle Tofare, sabato 8 giugno per ricordarlo. Sport, musica e inevitabile ristoro gastronomico in allegria nel nome dell’indimenticabile Otto
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I ragazzi di Viale Benedetto Croce, con Ottorino Pignoloni

 

Non ci sarà mestizia nel ricordare Ottorino Pignoloni. Lui per primo non l’avrebbe voluta.

A otto anni esatti dalla sua morte i suoi tantissimi amici gli renderanno onore disputando la prima edizione del Memorial di calcetto a lui intitolato.

Ottorino Pignoloni

Un pretesto utile solo per ritrovarsi, riabbracciarsi ancora, come se ciascuno potesse riabbracciare idealmente, così, anche lui. Una festa in allegria come tante organizzate insieme. Sì. Lui l’avrebbe voluta così.

Otto anni, fra l’altro, non sono neppure bastati, a nessuno, per metabolizzare il gran vuoto, tanto meno per sopire il dolore immenso, che Ottorino Pignoloni ha lasciato lasciandoci troppo presto.

Perché lui ha saputo essere, per tutti, guida sicura e catalizzatore di ogni iniziativa. Ma anche, soprattutto, amico vero. Quello su cui potevi sempre contare senza bisogno nemmeno di chiedere. Perchè lui c’era sempre.

Una telefonata, un messaggio, o spesso un aiuto concreto nella difficoltà, quando ci voleva proprio. Ottorino che trovava, sempre, al meglio, tempo per tutti, e per tutto. Che metteva sempre, nel lavoro e nello svago, nell’impegno sociale e nella solidarietà, lo stesso entusiasmo, la stessa capacità, la stessa passione.

Che concepiva solo le cose fatte per bene, e per il Bene. Ma di tutti. Che si era fatto conoscere, apprezzare, stimare, amare, anche lontano dalla sua Ascoli, di cui non aveva smesso mai di essere profondamente innamorato.

Era arrivato, per meriti indiscussi, fino ai vertici nazionali della sua associazione di categoria. Anche lì era diventato una guida, un capo, un riferimento. Senza smarrire mai la sua anima nobile, continuando, in ogni ambito, a tirare fuori il meglio da tutti quelli che incontrava. Succede quando cresci con un concetto sacrale del lavoro, con il rispetto irrinunciabile per le persone, e una levatura morale non comune. Con la competenza, la capacità e il carisma che appartengono solo ai leader veri. E la debordante, straordinaria umanità che appartiene solo a pochissimi eletti.

Al campetto delle Tofare di via Sassari, con inizio alle 15, per ricordarlo si proverà a giocare a calcio, una delle sue passioni, magari senza dover essere costretti a passare, dopo, in farmacia.

Perché il fisico, con gli anni, invecchiando cede, ma cuori e teste, grazie a Dio, non ci riescono proprio.

In programma ci sono anche musica, con il dj set si Totorima, rinfresco e pasta party. Buoni pretesti, come detto, solo per poter stare, tutti, ancora una volta insieme. Come ai vecchi tempi. Quando fra i ragazzini di Viale Benedetto Croce, quelli che giocavano interminabili partite in strada usando i pali dei cartelloni pubblicitari come porte, spiazzava già tutti questo piccolo fenomeno venuto da Caracas.

Non parla ancora bene l’italiano, ma è uno forte davvero. Si chiama Ottorino. Otto per gli amici. Otto per sempre.

(wa.lu)


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