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Dardust come il Bianconiglio,
porta il popolo di Risorgimarche
in un mondo fatato (Foto)

FESTIVAL - L'artista ascolano, accompagnato dal Sunset String Quintet, ha offerto un concerto meraviglioso ai circa duemila spettatori arrivati sul Monte Torrone. Un evento quasi olistico ha letteralmente ammutolito i presenti. La sindaca di Ussita Silvia Bernardini: «Grazie per essere qui, domenica la croce tornerà sulla vetta del Bove»
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Il pubblico presente su Monte Torrone

di Marco Ribechi

Risorgimarche riparte con un fuoriclasse, le montagne di Ussita risuonano con Dardust. È stato un concerto a tratti metafisico quello offerto ieri su monte Torrone dal pianoforte di Dardust, artista ascolano celebre in tutto il mondo, accompagnato magistralmente dal Sunset String Quintet.

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Dardust

 

Le note dei suoi pezzi hanno offerto un doppio viaggio ai circa duemila ascoltatori che sono giunti sui prati di Frontignano, in una giornata di raro splendore.

Le arie infatti hanno accompagnato i presenti in un suggestivo tragitto lungo i luoghi che hanno ispirato l’artista ascolano, Islanda, Giappone, ma anche le periferie fumose e grigie delle grandi metropoli raccolte nel nuovo album Urban Impressionism in uscita a settembre, anticipato dal singolo Mon coeur, Bèton Brut.

Ma il viaggio, ancora più profondo e intimo, è quello che ogni ascoltatore ha portato dentro di sé, cadendo in riflessioni attraverso un suono sempre alla ricerca dell’emozione, mai banale, capace di cogliere i differenti stati d’animo per tradurli in impressioni auditive.

Una serata in cui la natura, dominata dalla parete rocciosa del monte Bove, si è unita in un tutt’uno olistico con l’ambiente e le persone, assegnandole di nuovo il nobile ruolo di elevazione spirituale, e non solo mero intrattenimento fotografico per i social, come purtroppo avviene sempre più di frequente.

 

Gentilissima padrona di casa anche la sindaca di Ussita Silvia Bernardini che ha salutato i presenti ringraziandoli per aver portato energie positive in un territorio che, a otto anni dal sisma, continua ad essere ferito e segnato dalle macerie e dalle abitazioni inagibili.

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Il trekking verso il luogo del concerto

Per questo acquista ancor più valore l’innalzamento della croce sulla vetta del Bove, che avverrà la prossima domenica: «La croce non è solo un simbolo religioso – spiega la sindaca – è prima di tutto un segno di appartenenza a un luogo. Per noi riportarla sulla vetta del Bove è anche sinonimo di rinascita, perché gli abitanti del territorio non si arrendono».

 

Anche l’abitazione di Dario Faini, questo il vero nome di Dardust, è stata danneggiata e i lavori di demolizione sono appena iniziati, condividendo la stessa sorte di tantissimi abitanti della montagna che ancora chiedono giustizia e anche di poter rientrare nei loro paesi e nelle loro case.

Questo il senso principale dell’intera manifestazione di Risorgimarche che, riscoprendo i luoghi attraverso la musica, mettendo in connessione le persone in scenari favolistici, mantiene accesa una luce sul sisma attraverso un messaggio di condivisione, unione, allegria.

 

 

Punto di partenza la Madonnella di Frontignano, luogo simbolo per l’intera comunità per avventurarsi in un breve e agevole trekking fino a Monte Torrone.

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Una bella passeggiata sull’altopiano, accessibile anche per chi ha speciali necessità grazie al servizio trasporto offerto dalla manifestazione, attenta affinché lo spettacolo possa essere davvero per tutti. Come i partner sociali, Anffas ma anche birra Acca e il pastificio Frolla, autore del biscotto speciale per l’evento, due interessanti realtà che puntano all’inclusione e all’inserimento lavorativo.

 

Il popolo di Risorgimarche ha decisamente apprezzato sia le birre che i biscotti. Raggiunto il prato, una sorta di anfiteatro naturale dominato da grilli e pungenti cardi, lo spettacolo principale è stato quello offerto dalla natura a fare da cornice a un allestimento minimalista.

 

Cinque sedie, un pianoforte e due colonne di casse per diffondere il suono in acustico dell’ensemble.

Un inizio ripetitivo, dato da un motivo di pianoforte ripetuto lungamente, accorda le frequenze e prepara il pubblico all’ingresso nella tana del Bianconiglio, da cui gli archi del Quintet e i tasti di Dardust hanno saputo estrarre storie, colori, variazioni in grado di far volare gli animi dei presenti da una nuvola all’altra.

 

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Si intitola proprio “Nuvole in fiore” uno dei brani più suggestivi dell’intero spettacolo, ispirato dal Giappone, da Kokoro, haiku ma anche dai vari Sakamoto e Kintaro.

Dardust riprende quella tradizione dei compositori viaggiatori new age, capaci di dialogare con la natura e con se stessi, fondendo in uno stile innovato e personalissimo le tante suggestioni arrivate da ogni parte del mondo. Musicista colto, dalla dialettica raffinata, alla ricerca di qualcosa di più profondo come nel trittico tratto dall’album S.A.D. Storm and Drugs, titolo ripreso dal romanticismo tedesco dello Sturm und Drang, il cui tentativo è quello di cogliere la relazione tra paura e estesi, condensata nel concetto di sublime.

 

Nel silenzio assoluto più totale, in un clima di profonda immersione condivisa da tutti presenti, il concerto offre dipinti in forma di musica, concetto a cui lo stesso Dardust fa riferimento in più di un’occasione palesando il suo modo di comporre, pennellate di colore che lentamente si sviluppano in un corpus più articolato e crescente e che al termine dei brani lasciano l’ascoltare in un luogo totalmente differente da quello di partenza.

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«Ieri ero a Londra a suonare a Hyde Park – racconta Dardust – un concerto impegnativo ma, nei momenti in cui ero sotto pressione, mi ripetevo che il giorno dopo sarei finalmente tornato qui, nella mia terra.

Suonare a Risorgimarche tra le mie montagne è bellissimo, grazie a tutti per la presenza».

 

Nonostante Hyde Park sia il cuore verde della capitale inglese sicuramente non è in grado di offrire uno scenario unico come quello dei Sibillini, luogo fatato che si è sposato alla perfezione con le dolci note dell’ascolano Dardust. Il concerto, concluso al tramonto, ha salutato i tanti presenti sulle note di Sunset on M.

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