Operazione “Grandsons”, il Sap chiede rinforzi e lancia l’allarme: «Non siamo più un’isola felice»

Il sindacato autonomo di Polizia dopo il maxi blitz-antidroga a Porto d'Ascoli: «L'emergere di tale sodalizio criminale destra profonda preoccupazione»
...

Tramite una nota diffusa, il Sap (Sindacato Autonomo di Polizia), attraverso la figura del segretario provinciale Massimiliano d’Eramo, esprime il proprio sentito apprezzamento per la brillante operazione di Polizia Giudiziaria condotta nelle ultime ore dalla Squadra Mobile di Ascoli Piceno e coordinata dalla Procura Distrettuale Antimafia di Ancona, che ha portato all’arresto di 14 persone.

 

Il blitz nella notte tra martedì 8 e mercoledì 9 luglio

Dopo i ringraziamenti e le congratulazioni per il successo del blitz “frutto di anni di approfondite attività investigative” – si legge –  la lettera del sindacato assume però toni più seri nel sottolineare le conseguenze che la nascita di questo clan a stampo mafioso che controllava droga e armi può avere nel nostro territorio.

 

«Desta profonda preoccupazione – si legge – l’emergere di un sodalizio criminale tra elementi riconducibili alla ‘ndrangheta e settori della criminalità locale. Questa pericolosa convergenza non solo rafforza le dinamiche delinquenziali sul territorio, ma rischia di radicare modelli mafiosi in contesti tradizionalmente estranei a tali fenomeni».

 

Una delle armi sequestrate nell’operazione

E ancora: «Da non sottovalutare, in questo contesto, anche le dichiarazioni del Procuratore Capo di Ancona, la Dr.ssa Monica Garulli, la quale, senza mezzi termini, ha testualmente dichiarato: “Quello che è inquietante per il territorio marchigiano è rilevare questa alleanza tra soggetti di origine albanese dediti all’attività di spaccio di sostanze stupefacenti e questo soggetto invece di origine calabrese, di cui è stato certificato con sentenza passata in giudicato la appartenenza al clan calabresi, e quindi ‘ndrangheta».

 

«Tutti questi elementi – conclude il Sap – rappresentano motivi concreti e urgenti che ci spingono a richiedere con determinazione l’invio di nuove unità di rinforzo, affinché si possa garantire un controllo più efficace del nostro territorio, che, purtroppo, non può più essere considerato un’isola felice».

 

Casa abusiva con droga e armi, sgominato clan legato alla ’ndrangheta: al comando c’era “lo zio”

Pistole, fucile e bomba a mano: le armi rinvenute nell’operazione antidroga (Foto)


© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page


Per poter lasciare o votare un commento devi essere registrato.
Effettua l'accesso oppure registrati




X