Avis “Sibillini” al fianco del “Doppio Giallo”, tra sport e donazioni

AMANDOLA - Il sodalizio dei volontari provenienti da ben otto Comuni dell’entroterra fermano e piceno, hanno affiancato una manifestazione sportiva, questa volta promossa dal Tennis Club “Il Principe” di Amandola, intitolata Doppio Giallo.
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Ancora una volta, in questa lunga estate che precede la manifestazione dei 75 anni dalla fondazione di Avis “Sibillini”, il sodalizio dei volontari provenienti da ben otto Comuni dell’entroterra fermano e piceno, hanno affiancato una manifestazione sportiva, questa volta promossa dal Tennis Club “Il Principe” di Amandola, intitolata Doppio Giallo.

 

La manifestazione programmata per il 23 agosto è stata rinviata al 30 agosto causa poggia, non prevista, e siccome gli organizzatori hanno preferito non rischiare eventi atmosferici imprevisti, hanno scelto la sicurezza della struttura geodetica amandolese nata nel 2000.

 

Il doppio giallo è una formula colorita di torneo, si basa sul sorteggio casuale delle coppie (miste o meno) composte in maniera casuale, ad estrazione, che in pratica rappresenta il mistero dell’aggregazione (questo significa Giallo).

 

Nella tradizione e nel senso comune, il giallo è il colore della felicità e della speranza, della positività, dell’energia e dell’ottimismo. Eppure, per qualcuno ha anche dei significati negativi: spesso viene legato alla gelosia, la codardia, l’inganno. 

 

Infatti il giallo rappresenta nei thriller l‘evento centrale, quello che dà inizio alla narrazione e crea il mistero da risolvere. Ma anche nell’Avis è presente il Giallo, rappresentato dal plasma, che si comporta un po’ come il regolamento del doppio tennistico e del thriller.

 

Il donatore, infatti, non conosce il ricevente e, allo stesso tempo, il ricevente non sa da chi proviene il plasma di cui ha bisogno. Questo fa sì che “le coppie” siano scelte e formate in maniera casuale. 

 

L’evento centrale del thriller per l’avisino è rappresentato dalla malattia del paziente che si affida all’investigatore (rappresentato dal medico) il quale cerca di “risolvere il caso”, mettendo alla prova la propria intuizione e razionalità.   A questo punto cerca di arrivare alla soluzione del caso sapendo che la risposta è “elementare Watson” (il braccio destro e narratore delle gesta di Sherlock Holmes). 

 

La malattia scoperta e il mistero svelato. Questo finale appagante, con il contributo essenziale del volontario donatore, offre un senso di speranza e consolazione, confermando che la giustizia, leggi dono, e la logica, leggi intelligenza naturale, possono prevalere. 

 

Quale quindi il premio finale? Lonza e salame (quelli nostrani) per i vincitori del torneo Doppio Giallo, profonda gratitudine per tutti i donatori, un senso di rinascita e una maggiore consapevolezza della fragilità e del valore della vita condivisi con i pensieri di chi riceve il sangue e il plasma.


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