di Lino Manni
La Befana è arrivata in anticipo a Piancastagnaio. L’Ascoli porta doni alla compagine toscana e regala i tre punti in palio. Un inizio del girone di ritorno da brividi. Era una trasferta difficile, come aveva annunciato alla vigilia l’allenatore dei bianconeri ascolani, Tomei. Una partita in cui tensione ed eccitazione sono stati gli elementi principali dei novanta minuti. Non è mancato nulla.
C’è il brivido Vitale che corre sulla schiena dei 486 tifosi del Picchio sugli spalti; c’è il brivido D’Uffizi che scalda le mani del portiere avversario. Una partita che può considerarsi un thriller vero e proprio. Anzi, un giallo, come quello (doppio) rimediato da capitan Curado che ha scombussolato tutti i piani di gioco. Si va sotto dagli undici metri, ma le emozioni non finiscono. C’è più spazio in campo e l’Ascoli ne approfitta, diventando padrone del gioco: rimonta e segna due reti. Poi la partita cambia ancora e arriva il thriller…mystery.
L’arbitro viene messo da parte e il VAR diventa protagonista con il secondo rigore, visto solo in TV. Un primo tempo intenso e la situazione – o meglio, il risultato – resta in bilico. La partita la fa sempre l’Ascoli, anche se da alcuni errori individuali nascono i pericoli.
La fatica comincia a farsi sentire, anche perché l’Ascoli non è una squadra…zemaniana. Il terzo gol arriva ma, la prima volta, viene annullato. L’allenatore ne cambia tre contemporaneamente, ma rigorosamente ruolo per ruolo: l’intento è quello di ridare fiato alla squadra. Poi la tragedia si concretizza con il terzo gol (valido) del solito Bellini e, in chiusura, con la quarta rete. Quattro gol subiti in una partita: uno in più della metà di quelli incassati in tutto il girone di andata. Numeri.
Voltiamo pagina e pensiamo alla prossima. L’Ascoli resta sempre la mia squadra preferita. L’unica cosa che invidio alla Pianese è quel terrazzo coperto, con tanto di sedie e tavoli, dal quale godersi la partita. Altro che divano.
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