
(foto Ascoli Calcio)
di Salvatore Mastropietro
Venerdì sera al “Del Duca” non sarà una partita come le altre. Ascoli-Ternana è una sfida storicamente sentita, ma soprattutto un incrocio che arriva in un momento chiave della stagione bianconera, chiamata a una reazione immediata dopo il ko di Piancastagnaio. Al di là del peso emotivo, il confronto con gli umbri è ormai considerabile alla stregua di uno scontro diretto, come certificano i numeri del campionato.
Guardando al rendimento sul campo, infatti, la Ternana ha raccolto appena tre punti in meno dell’Ascoli, pagando però in classifica le cinque lunghezze di penalizzazione legate alle ben note difficoltà societarie. Nonostante premesse che in estate avevano fatto temere uno scenario “alla Rimini”, il lavoro di Fabio Liverani è stato decisivo nel ricompattare il gruppo e mantenere la squadra competitiva, trasformando una stagione che sembrava segnata in un percorso credibile e continuo.
Per l’Ascoli, però, la gara di venerdì rappresenta soprattutto un banco di prova sotto il profilo della crescita contro avversari di livello. La tabella comparativa dei punti conquistati evidenzia infatti una differenza netta nel rendimento dei bianconeri: solo 11 punti ottenuti contro squadre attualmente dalla 1ª alla 10ª posizione, a fronte dei 23 raccolti contro le formazioni dall’11ª alla 19ª.
Il confronto con Arezzo e Ravenna, le due battistrada, è emblematico. Gli amaranto hanno costruito il primato grazie a un rendimento molto più equilibrato, con 20 punti contro le prime dieci e 23 contro le restanti, mentre il Ravenna ha addirittura fatto leggermente meglio negli scontri di vertice (21 punti) rispetto a quelli contro la parte bassa (20). Anche il Pineto, con 15 punti raccolti su 30 a disposizione, ha performato meglio del Picchio.
La sfida con la Ternana, dunque, va oltre il semplice bisogno di riscatto dopo l’ultima sconfitta. È un test di maturità per capire se l’Ascoli può ridurre quel gap emerso contro le squadre più attrezzate e tornare a farsi valere negli snodi che decidono la stagione, anche e soprattutto in ottica playoff, dove le differenze tra formazioni tendono ad assottigliarsi. In un campionato equilibrato come questo, la crescita passa inevitabilmente da qui.
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