Torna il presepe storico di Castel di Lama

DOPO cinque anni di pausa, riproposto in via Carrafo il tradizionale allestimento natalizio lamense. La storia di questa espressione della tradizione locale
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(Foto Manuela Poggio)

 

di Walter Luzi  

 

L’Amministrazione comunale di Castel di Lama fa rivivere la magia del suo presepe storico dopo quasi un lustro, e un lungo ed accurato lavoro di recupero. È stato riaperto ai visitatori alla Vigilia di Natale in via Carrafo, proprio davanti alla sede del Municipio, e resterà aperto al pubblico fino alla metà di gennaio. Rappresenta una delle testimonianze più significative della tradizione locale.

 

L’allestimento occupa una superficie di circa duecento metri quadrati e comprende oltre una quarantina di figuranti animati, con edifici completamente illuminati e sincronizzati grazie a un sistema di automazioni che restituisce grande realismo all’intera scena.

Emozionato, alla fine, il sindaco, Mauro Bochicchio, che ha seguito personalmente la programmazione delle luci e delle automazioni, per il risultato ottenuto.

«È stato un anno di lavoro enorme e certosino – ha dichiarato – e ci tengo a ringraziare tutti i volontari coordinati dall’assessore Patrizia Stipa, che si è dedicata, insieme a loro, anima e cuore, a questo progetto».

Da parte sua l’assessora Stipa ha voluto sottolineare il lavoro di squadra, comprendente una decina di volontari, e l’associazione Il Miglio, che ne ha permesso il recupero, ma anche ricordare i primi ideatori e realizzatori, negli anni Ottanta, del presepe di Castel di Lama.

 

«Su tutti vorrei ringraziare pubblicamente Domenico Tassoni – ha detto – che realizzò i figuranti in movimento, e poi Luigi Candido Alessandrini per i monumenti e Filippo Silvestri per le parti in ferro battuto. Oggi abbiamo orgogliosamente restituito a Castel di Lama un pezzo della sua storia».

Una storia, come detto, iniziata negli anni Ottanta per merito di un gruppo di volenterosi e valenti artisti/artigiani locali. Oltre a quelli già sopra ricordati ci piace nominare anche Benedetto Poloni, Alessandro Bruni, Domenico Oddi ed Emidio Trav’rsò.

 

La prima location fu quella vicina all’ex tabacchificio di via Po’.

Negli anni successivi si passò in via Adige, e quindi in via della Liberazione. In questa nuova edizione del presepe lamense sono stati riprodotti palazzi, ville e chiese di Castel di Lama e della Vallata.

Anche Ascoli è visibile in lontananza con i suoi principali monumenti, e, sullo sfondo, la sagoma inconfondibile del monte dell’Ascensione.

 

FOTOGALLERY (di Manuela Poggio)


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