di Pier Paolo Flammini
Dal 4 ottobre all’11 gennaio senza più gioire, se non per il derby di Coppa Italia con l’Ascoli il 29 ottobre. Troppo, e nonostante si galleggi ancora con un punto sopra la zona play out, la tifoseria vede le streghe per una serie negativa che è seconda solo a un’altra nella storia rossoblù: era il 2005-06, non si vinse per 14 partite ma allora c’era una società allo sbando.
E’ normale che alla fine la tifoseria invochi (ironicamente) il nome di Palladini e critichi anche il direttore sportivo De Angelis. Anche perché la Samb vista contro il Gubbio compie un passo indietro rispetto alla pur non trascendentale trasferta contro il Bra, dove aveva pareggiato tra mille recriminazioni, e anche al primo tempo contro la Vis, precedente partita casalinga di D’Alesio. Konate si è inabissato da quando è arrivato il nuovo allenatore; Zoboletti è stato impiegato per la seconda volta in un ruolo non suo. Ci si sono messi anche Bongelli, di una spanna al di sotto del rendimento di Sestri Levante, e Tosi, imballato per tutto il primo tempo dopo oltre un mese senza giocare.
Non che D’Alesio avesse chissà quali scelte: con Marranzino infortunato (lui giocherebbe al posto di Zoboletti), Nouahn Touré a L’Aquila seppur non rimpianto, Battista verso Ancona, Alfieri, Scafetta e Martins non convocati perché sul mercato, Lonardo appena arrivato ma senza minuti nelle gambe da fine ottobre, non era semplice; oltre a Sbaffo e Napolitano, messi sul mercato ma in panchina. Si attendono ora da martedì l’attaccante Matteo Stoppa, che insieme a Lonardo avrà il compito di appoggiare Eusepi nel 3-4-2-1 in fase di attuazione, far riposare Konate e ridare all’ottimo Candellori la posizione di mediano, in coppia con Piccoli.
Chi si aspettava una Samb gagliarda si è svegliato dopo pochi minuti: evidentemente il pareggio del Bra a tempo scaduto ha lasciato delle cicatrici mentali e fino al 13′ sono stati commessi tanti errori in appoggio, con Bongelli e Tosi imprecisi. Poi ci si è tolti un po’ di ruggine psicologica e ce la si è giocata alla pari, nel primo tempo, contro un Gubbio per nulla brillante: non è un caso che la squadra di mister Di Carlo non vinca anch’essa da tantissimo tempo, ben 9 giornate, nelle quali però ha perso soltanto due volte.
Si è arrivati alla mezz’ora per il primo sussulto: Piccoli riceve da un indomito Candellori ma il suo tiro dal limite viene bloccato a terra da Krapikas. Risponde il Gubbio con un gran tiro di Tommasini ma dalla distanza e da posizione defilata, Orsini devia in tuffo. Al 39′ la migliore occasione del primo tempo: calcio d’angolo per la Samb (finiranno 6-2), Zini riesce a dare la palla a Dalmazzi che calcia di prima, girandosi, dal limite dell’area piccola, è tutto solo ma ciabatta di lato.
Nella ripresa due ammonizioni prima per Bongelli (11′) e poi per Konate (14′) fanno scattare subito le giuste sostizioni: entrano Touré e Lonardo, e proprio quest’ultimo ha subito l’occasione per diventare l’Uomo della Provvidenza. Candellori spizzica di testa, Eusepi protegge e lancia in profondità il compagno che tutto solo entra in area e prova il tiro di potenza, ma Krapakis non si fa sorprendere e spedisce in angolo. Poco prima invece, al 9′, Piccoli trova il pertugio per servire Eusepi in area che cerca l’angolo opposto ma un difensore ospite alla disperata sparacchia lontano.
La Samb di fatto finisce qui, oltre un tiro di Candellori dal limite respinto ancora una volta da Krapakis al 41′ (ma sulla palla vagante anche la fortuna aiuta gli ospiti e non viene intercettata dai giocatori rossoblù accorsi), il Gubbio si limita a un tiraccio di Di Massimo e a uno di Bruscagnin dalla lunetta, fuori. Troppo poco, con gli ingressi di Lulli e Sbaffo a tempo scaduto, quando erano attesi una settimana fa, col Bra, per tenere botta.
Una partita che segna una evidente involuzione tattica quando ci si attendeva, al di là della vittoria, almeno un progresso da quel punto di vista. Domenica prossima, a Forlì, ci si attende la presenza di Lepri in difesa e Stoppa in attacco, forse con Lonardo, e forse l’avanzamento di Zini sulla mediana se Marranzino non dovesse essere rischiato (c’è anche Konate, nel caso, in funzione offensiva). L’arretramento di Candellori cambierebbe completamente il volto del centrocampo. Ma occorre prima di tutto scrollarsi di dosso il peso di un periodo così lungo senza vittorie e giocare con più intensità.
Si attende anche l’arrivo di Perugini dal Siracusa, giocatore con grande esperienza e che i tifosi in Sicilia vorrebbero fosse trattenuto perché in questa prima fase del campionato è risultato tra i migliori. Oggi nelle pagine della società siracusana è apparso uno strano annuncio riguardo un lieve infortunio di Perugini, che dunque non è stato convocato. Giocatore, Perugini, che in caso contrario sarebbe pronto e andrebbe a supporto di Eusepi. Ma serve un altro passo ed evitare di riproporre, se non in caso di estrema necessità, i giocatori che stanno rendendo visibilmente poco.
Il tabellino
SAMB (3-4-2-1): Orsini; Pezzola, Dalmazzi, Zini; Zoboletti, Bongelli (15′ s.t. Tourè), Piccoli, Tosi (47′ s.t. Lulli); Konate (11′ s.t. Lonardo), Candellori; Eusepi (47′ s.t. Sbaffo). A disposizione: Cultraro, Ponzanetti, Chelli, Vesprini, Napolitano, Iaunese. Allenatore Filippo D’Alesio.
Gubbio (3-4-1-2): Krapikas; Baroncelli (17′ s.t. Fazzi), Di Bitonto, Zallu (30′ s.t. Morru); Bruscagin, Rosaia, Carraro, Djankpata; Podda, Costa (17′ s.t. Hraiech); Tommasini (30′ s.t. La Mantia), Ghirardello. A disposizione: Bagnolini, Tomasella, Tentardini, Conti, Niang, Djankpata. Allenatore Domenico Di Carlo.
Arbitro: Fabrizio Pacella di Roma 2. Assistenti Carlo De Luca di Merano, Thomas Storgato di Castelfranco Veneto. Quarto ufficiale Francesco D’Eusanio di Faenza. Operatore Fvs: Paolo Di Carlo di Pescara.
Note: spettatori presenti 4.343 di cui 44 da Gubbio. Prato in buone condizioni, temperatura 5° C. Ammoniti: 25′ Baroncelli; secondo tempo 10′ Konate; 14′ Bongelli; 28′ Candellori. Espulso 25′ Baroncelli; secondo tempo 10′ Konate; 14′ Bongelli; 26′ accompagnatore Gubbio, 28′ Candellori
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