Reparti pieni e ritardi nei ricoveri. È questo lo scenario che si è ripetuto anche oggi 23 gennaio all’ospedale “Mazzoni” di Ascoli Piceno, dove diverse ambulanze sono rimaste per lungo tempo – anche più di un’ora – ferme all’esterno del Pronto Soccorso, impossibilitate a consegnare i pazienti alle cure degli operatori sanitari.

Ambulanze al “Mazzoni”
Il Pronto Soccorso, infatti, risulta già saturo di persone in attesa di essere trasferite nei reparti appropriati, creando un effetto domino che rallenta l’intero sistema di emergenza.
Una situazione che non è episodica, ma che si protrae ormai da tempo (vedi gli articoli sotto), aggravata dall’influenza stagionale che, a partire dal mese di dicembre, ha portato un numero crescente di cittadini a necessitare di cure ospedaliere.
Reparti come Medicina risultano particolarmente sotto pressione, con un’elevata presenza di pazienti anziani, mentre al Pronto Soccorso l’afflusso continua ad aumentare. Attualmente sono disponibili due sale visita (solo raramente una terza) e un’Osservazione temporanea da 11 posti che, nei fatti, è costretta a ospitare un numero superiore di pazienti. Anche la Murg è ormai diventata una sorta di “succursale” degli altri reparti.
Alla base della criticità, secondo quanto emerge, ci sarebbe stato anche il problema del rallentamento di internet, che ha riguardato tutte le Marche, generando un disservizio nella gestione dei casi. Ora questo allarme è rientrato.
Le ore mattutine risultano essere le più difficili: negli ospedali del territorio, infatti, le dimissioni vengono generalmente effettuate nelle prime ore del pomeriggio.
Oggi, in particolare, dopo la “sofferenza” che si è creata – e per vari motivi – il personale è rimasto in servizio oltre il turno, per smaltire le lunghe attese. Protocollo che deve essere attivato sempre in caso di sovraffollamento.
A destare maggiore preoccupazione, in via preventiva prima che accada qualcosa di grave, è il fatto che le ambulanze non riescono a ripartire nei tempi necessari, con il rischio concreto di non poter intervenire tempestivamente su emergenze gravi.
Una situazione che solleva interrogativi e richiede risposte rapide.
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