Fragilità, cicatrici, sensi di colpa. Crescere e “crescere”. Essere genitori e al tempo stesso figli, in un rimando di difficoltà dove l’uomo cerca continuamente una direzione. Una salvezza.

La di Pietrantonio intervistata da Capponi
Non capita tutti i giorni, men che meno nei piccoli comuni dell’entroterra, di avere la bella occasione per interagire con un’autrice che ha vinto i due più importanti premi letterari italiani, lo Strega ed il Campiello. Men che meno capita che la scrittrice in oggetto si mostri persona disponibile, empatica e cordiale con i lettori, denotando sensibilità rara. E trasmettendo emozioni nel modo forse più semplice: attraverso parole che arrivano diritte al cuore.
Donatella Di Pietrantonio, abruzzese classe 1962, ha presentato il suo “L’età fragile” in un Teatro Sale gremito in ambo le occasioni: ci sono voluti due turni, infatti, per “arginare” l’affetto che la scrittrice riceve costantemente da quando, nel 2017, esordì col botto pubblicando “L’Arminuta”. La sua carriera, composta da cinque romanzi, si può estrinsecare in un benefico susseguirsi di premi e riconoscimenti che nel tempo ne hanno attestato la caratura.

Non a caso per ascoltarla, domenica nel tardo pomeriggio, sono arrivati anche da Macerata e dal vicino Abruzzo. Una dedizione ampiamente ripagata dalla Di Pietrantonio, che ha accompagnato con grazia il pubblico all’interno di un romanzo forte, autentico e quanto mai necessario, che parte da un fatto violento realmente accaduto negli anni ’90 per riflettere su temi urgenti. Senza sconti né banalità.
L’incontro, moderato dal giornalista e scrittore Luca Capponi, ha confermato quanto in una contemporaneità spesso distratta ci sia “fame” di storie, di racconto, di confronto ed umanità. Plauso dunque all’idea di una rassegna letteraria (intitolata “4.0”) strutturata e ben organizzata, voluta dal Comune guidato dalla sindaca Sara Moreschini, che prima della Di Pietrantonio aveva portato sullo stesso palco Filippo Solibello e Fumettibrutti, pseudonimo di Josephine Yole Signorelli.

Foto di gruppo: al centro la scrittrice ed alla sua destra il sindaco Moreschini
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